N. 10 Cinema e borghi: La vita è una combinazione di pasta e magia


“A proposito di politica, non si potrebbe mangiare qualche cosarellina?!?” - domanda Totò in Fifa e arena (1948). Risponde il Principe de Curtis quattro anni dopo con la magistrale abbuffata di spaghetti in Miseria e Nobiltà: anche nelle orecchie, nelle tasche del soprabito, ballando sul tavolo. E quale salsa può condire il cibo italiano cinematografico per eccellenza, se non la salsa che rende felicemente famoso nel mondo il delizioso borgo di Amatrice? Preparazione pastorale che ha come protagonista il guanciale, anch’esso Prodotto Agroalimentare Tradizionale, la versione originale è quella ‘bianca’. Memorabile anche lo spaghetto di Alberto Sordi al ritorno da Le vacanze intelligenti (1977) e gli Spaghetti a mezzanotte (1979) di Lino Banfi, con le fiamminghe cariche di ogni sorta di pasta, a partire dai maccheroni. Superlativi quelli alla chitarra, pasta all’uovo artigianale abruzzese preparata con un antico attrezzo casalingo, la chitarra appunto, una sorta di telaio rettangolare in legno di faggio che racchiude sottili fili di ottone o rame posizionati a una distanza di 2 millimetri l’uno dall’altro.

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