N. 11 Febbraio 2020: Quando l’Unesco diventa Dop


Di corsa. Questo viaggio, per una volta, è di corsa, perché tra ortaggi e centri storici, monumenti e ricette, archeologia e mozzarelle, il Belpaese è generoso e si ha voglia di assaggiare il più possibile. Patrimoni materiali e immateriali, a partire proprio dalla Dieta Mediterranea, riconosciuta ufficialmente Patrimonio Culturale dell’Umanità con la sua pasta al pomodoro, il basilico, l’olio di oliva. Per il basilico è facile: corriamo in Liguria, dove c’è quello di Prà, il cru del basilico genovese, che dalle sue vescicolette emana un aroma intenso e inimitabile, zero mentolato. Per l’olio scegliamo la Toscana. Il borgo di Monteriggioni, porta del Medioevo in provincia di Siena, il cui centro storico è “sponsored by Unesco”, è la sede dell’associazione Nazionale Città dell’Olio, che promuove la cultura, il turismo e i territori dell’olio italiano. Tra gli Evo protetti dalla regione, assaggiamo quello del vigoroso olivo Quercetano, che un tempo aveva addirittura valore di moneta negli scambi commerciali tra i suoi produttori versiliesi e gli arabi. Un olio in via d’estinzione, sotto le ali di Slow Food.
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