N. 11 Febbraio 2020: Limpido, cristallino Vietnam


“Io sono una goccia di pioggia che cade, cade nel pozzo, cade nel roseto. Io sono una goccia di pioggia che cade, cade sul palazzo, cade nella risaia”. In questo “Ca Dao” (poesia spontanea tradizionale vietnamita di autori ignoti) è rappresentata la simbiosi del popolo vietnamita con la natura e rimanda a un'immagine nitida di un paese dove paesaggi mozzafiato, borghi e territori sono stati riconosciuti dall’Unesco come patrimonio dell’Umanità. E inseguendo questi luoghi la nostra prima goccia di pioggia cade proprio al centro del Vietnam, sulla città antica di Hội An, magnifico borgo marinaro commerciale situato sull'estuario del fiume Thu Bon. Conosciuta come “la città delle lanterne”, per via dello spettacolo serale fatto da infinite lampade colorate di seta e bambù accese (realizzate e vendute ovunque ad Hội An), è un insediamento di oltre mille edifici in legno intarsiati, costruiti nel periodo di massimo splendore della città, tra il XV e il XIX secolo, quando giapponesi e cinesi, olandesi e indiani vi si insediarono. Splendido il ponte costruito in pietra e legno dalla comunità giapponese per collegare il proprio quartiere a quello cinese sulla riva opposta.
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