N. 11 Febbraio 2020: Cerveteri e Tarquinia, etruschi e Unesco


Chi era Velia Spurinna? Capelli castani raccolti in un’acconciatura scenografica, profilo scolpito dal naso in stile greco, labbra sensuali, spalle scoperte... Una ragazza di città. Nata più di 2300 anni fa. Italiana. O meglio, etrusca. Vissuta nell’unica civiltà urbana esistita nel territorio a forma di stivale in epoca pre-romana. Che noi cittadini odierni placidamente ignoriamo, anche se abbiamo delle testimonianze formidabili sotto il naso, un affascinante libro di storia antica edificato e dipinto: Cerveteri – in provincia di Roma - e Tarquinia – provincia di Viterbo -, entrambe sotto l’egida dell’Unesco. Da dove venivano gli etruschi? Mistero. In due continenti – Europa e Asia – non si trova minima traccia di altra cultura pari a quella e la loro lingua, attestata da oltre 13mila iscrizioni, farebbe parte di un’ipotetica “famiglia linguistica tirrenica”. Una civiltà morta e sepolta da due millenni e mezzo, che proprio grazie alle sue sepolture possiamo conoscere nella sua quotidianità. Velia, nota in tutto il mondo come “la fanciulla velca”, ne è straordinaria testimonial, ritratta in eterno nella Tomba dell’Orco.
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