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e-borghi travel 12, Marzo 2020: Parco delle Dolomiti Bellunesi, natura rara

E’ lo spettacolo della natura montana, ad andare in scena nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Acque, boschi, praterie, montagne e ambienti rocciosi compongono uno dei mosaici paesaggistici più straordinari delle Alpi, estremo lembo settentrionale di una delle regioni italiane di grande impatto turistico, quel Veneto ampiamente e preziosamente custodito e tutelato dall’Unesco, che anche nelle sue montagne eccelle per bellezza. Bellezza che caratterizza fortemente il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, ma che è solo uno dei tanti elementi a contraddistinguerne l’unicità. Dai boschi di abeti, faggi, larici e pini alle acque con laghi e torrenti, dalle dolci distese prative ai pascoli d’alta quota, dagli ambienti rocciosi, contraddistinti da rupi e ghiaioni ai monti, il parco è una moltitudine di ambienti dove scoprire e conoscere luoghi popolati da una flora e una fauna uniche, alle quali si uniscono una ricca e variegata tradizione artigianale e un’ampia scelta di prodotti tipici.

Malghe e rifugi

Che lo si esplori a piedi, in bicicletta o a cavallo, il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi regala tante emozioni e sorprese. Chi decide di scoprirlo a piedi può scegliere tra “sentieri natura”, con il “Sentiero Natura Val Pramper”, la “Val Falcina” e la “Val di Canzoi”, “sentieri tematici” con “la Via degli ospizi”, i “Covoli in Val di Lamen”, i tanti “sentieri CAI” e gli itinerari come “Il Cammino delle Dolomiti”, un percorso ad anello in trenta tappe che abbraccia l’intera provincia bellunese. Chi invece preferisce la bicicletta può scegliere, tra gli altri, la salita a malga Pramper, nel cuore dolomitico del parco, la salita al rifugio Bianchet, un giro in Val di San Martino, in Valle dell’Ardo o in Val di Canzoi, oppure pedalare tra le nuvole tra il Passo Croce d’Aune e il Rifugio Dal Piaz. Per scoprire le meraviglie del parco a cavallo, sono tre le grandi alternative di visita, “i prati di Salet”, il “Rifugio Dal Piaz e la malga Monsampiam” e la “Val Vescovà e Rifugio Bianchet”.

Codex Bellunensis

Fin dal XVIII secolo la zona che oggi appartiene al Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi era meta di visite e studi di alcuni tra i più importanti botanici dell’epoca. Ancora oggi l’area custodisce uno straordinario patrimonio naturale, con una flora ricca di rarità. Il celebre Codex Bellunensis, prezioso erbario figurato degli inizi del Quattrocento che descrive le piante raccolte dagli studiosi sulle montagne oggi parte del parco, è conservato alla British Library di Londra. Un patrimonio di colori e profumi che ogni anno si rinnova sui monti che guardano Belluno e regalano ogni anno spettacoli meravigliosi tra i boschi, le vette e le acque di questo angolo di Veneto. Dal giglio rosso al giglio dorato, dal giglio di monte al papavero alpino, dalla nigritella rossa al ranuncolo alpestre, dalla stella alpina alla tozzia, dalla campanula di Moretti alla coclearia alpina, dal geranio argenteo al giaggiolo del Monte Cengio, la flora del parco è un susseguirsi di meraviglie botaniche.

Farfalle e caprioli

Alle 115 specie di uccelli che nidificano nel parco si uniscono 20 specie di anfibi e rettili, 3.000 camosci e più di 2.000 caprioli, poi 50 specie di coleotteri e oltre 100 specie di farfalle diurne. Sono questi alcuni dei numeri della fauna del parco, contraddistinto da una grande varietà di ambienti che garantisce a una ricchissima varietà di specie animali di adattarvisi. Uccelli, mammiferi, rettili, anfibi, pesci e insetti popolano e si adattano alle condizioni spesso avverse di questa zona delle Alpi, dove al gelo invernale e al vento sferzante si contrappongono le forti radiazioni solari, tutte condizioni difficili alle quali gli animali di montagna hanno saputo resistere. Camoscio, capriolo, cervo e marmotta sono solo alcuni dei mammiferi in cui ci si imbatte esplorando il parco e ai quali si uniscono i rettili tra cui il ramarro e la lucertola muraiola, anfibi come il rospo smeraldino e la rana dalmatina, pesci come la trota fario e l’alborella, gli uccelli come l’aquila reale, il gheppio e la civetta nana e le tantissime nonché coloratissime specie di insetti.   

Caciotta e fischietti

Il parco non è solo montagne, torrenti, boschi e animali talvolta unici, ma anche prodotti agroalimentari tipici di lunga storia e artigianato tipico. La tradizione gastronomica locale propone salumi, carni e formaggi di qualità ma anche pregiati mieli di montagna, le noci e i marroni di Feltre, il farro, l’orzo agordino, antiche varietà di mele e legumi particolari come il fagiolo di Lamon. Tra le tante produzioni casearie vi sono la caciotta biologica di capra, il formaggio casel bellunese, la ricotta affumicata, il salame bellunese biologico, la tipica luganega e il pastin, impasto della salsiccia arricchito di spezie e aromi. Sono invece gli oggetti di feltro, le sculture in legno, i mosaici, le meridiane e i fischietti in terracotta i tesori dell’artigianato locale, proposti nelle botteghe artigiane disseminate su un territorio che si racconta anche attraverso la sapiente ed esperta attività di chi, quotidianamente, ne plasma i materiali per creare bellezza e mantenere viva la tradizione. 

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