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e-borghi travel 13, Aprile 2020: Un arcobaleno chiamato Colombia

Una tavolozza di colori già di natura: dal verde intenso della foresta tropicale al mare caraibico azzurro cristallino per giungere alle livree multicolori della fauna del parco nazionale Serranía de Chiribiquete, il più grande al mondo. Ma la voglia di colori in Colombia non finisce qui: abiti tradizionali e artigianato tra i più sgargianti dell'America Latina, case e quartieri coloniali multicolor, chilometri di muri affrescati con la street art. La Colombia antropizzata è un concentrato di piccoli pueblos andini e di borghi rimasti intatti anche se spesso inglobati in grandi conurbazioni, come San Javier, meglio noto come la Comuna 13, un villaggio arroccato su una collina al margine dell’agglomerato urbano di Medellin. I coloratissimi graffiti del borgo, che ricoprono i muri delle case, narrano i fatti storici qui accaduti: da uno dei luoghi più violenti del mondo, sede di narcotrafficanti, tra cui il noto Pablo Escobar, al recente riscatto avvenuto grazie al lavoro e alla volontà della sua popolazione. La Comuna 13 è oggi una grande attrazione turistica e la scala mobile che la attraversa costituisce un vero percorso museale tra i murales. Qui la sosta immancabile è al Museo de Caffè, dove assaggiare un coloratissimo cholado, la bevanda tipica fatta di frutta ghiacciata.

La natura dipinta del pueblo Guatapé

Il pueblo Guatapé è un borgo andino a 2.000 metri sul livello del mare, a due ore e mezza da Medellín. Qui nella tradizionale borgata di Marinilla l’arte è presente in ogni edificio: la gente locale usa dipingere le proprie case a tinte brillanti, spesso con incisioni e altorilievi chiamati zocalos. I soggetti sono floreali, animali, legati alle attività commerciali o a ricordi di viaggio della famiglia che abita nella casa. La voglia di colore si riflette pure nei bus turistici e nei piatti dei (pochi) ristoranti con cucina locale come la Fogata dove, tra le note di musica andina, si può assaggiare la bandeja paisa un piatto a base di fagioli, riso, carne, salsiccia, pane di mais, avocado e pomodori. Ma Guatapé e famosa anche per un elemento naturale, la Piedra de Peñol, un imponente monolito che si erge sul territorio: la salita di 220 metri avviene su una ripida scala in cemento e la fatica viene ripagata da una vista eccezionale sul lago e sull'infinito verde del territorio circostante morbidamente montuoso.

Pausa caffè a Salento

Nel cuore delle Ande, nel dipartimento di Quindío, tra le piantagioni di caffè, si erge a 1.890 metri di altezza Salento, uno dei borghi più belli della Colombia. Un coloratissimo abitato fatto di casette in stile coloniale, molte delle quali realizzate con la tecnica della tradizionale architettura bahareque. Si tratta di un antico sistema di costruzione utilizzato dai nativi americani di Colombia e Venezuela che prevede l'utilizzo di bastoni, di canne intrecciate e di terra cruda: una vera lezione di architettura a zero impatto ambientale. La folcloristica vita del borgo si svolge a partire dal pomeriggio lungo Calle Real: i ritmi delle musiche latine accompagnano il brulicare della vita locale e dei turisti tra i negozi di artigianato, caratteristici esercizi commerciali e i profumi delle caffetterie e dei forni dove assaggiare l'eccellente caffè accompagnato dal arequipe (una sorta di budino al caramello e caffè). Salento è inoltre il punto di partenza per il trekking alla Valle del Cocora, un paesaggio surreale disegnato dalle Palme de Cera: alte fino a 60 metri, sono le più alte del mondo, una rarità botanica presente solo in questo luogo.

Ráquira il villaggio dei vasai

Il colore in Colombia non si ritrova solo negli abitati, permea tante attività umane come quelle artigianali tramandate di generazione in generazione. Ráquira, un pittoresco borgo andino sulla cordigliera orientale, è celebre in tutta la nazione per l'elevata qualità dei manufatti che qui vengono prodotti, soprattutto ceramiche e tessuti lavorati al telaio. Lo stesso nome Ráquira significa “villaggio dei vasai” nell'antica lingua locale Chibcha: qui la lavorazione di vasellame si ispira ancora alle tecniche e al design precolombiane ed è una cultura talmente radicata da ritrovarla non solo nelle suppellettili, ma anche nelle facciate delle case e nell'arredo urbano. Per entrare in sintonia con il borgo, il consiglio è di visitare il tradizionale mercato contadino della domenica che rappresenta uno scorcio di vita della gente del posto: un tripudio di colori tra oggetti, cibi, frutta e verdura e dove gustare un ottimo street food a base di arrosti cotti all’aperto, accompagnati dalla birra nazionale Club Colombia, dall'inconfondibile etichetta color oro brillante.

Storie di pirati alla Ciudad Amurallada

Sulla costa caraibica, Cartagena de Indias è di fatto una città, ma la conformazione della costa ha fatto sì che, in modo totalmente estraneo alla sua crescita, sia sopravvissuto, con la propria identità, il vecchio borgo coloniale del XVI secolo, la Ciudad Amurallada. Nella storia fu un porto strategico e ricco, continuamente saccheggiato dai pirati e per questo fortificato, così autenticamente conservato da essere inserito dal 1984 nei patrimoni dell'umanità dall'Unesco: un intrigo di stradine acciottolate alternate a piazze, giardini secolari, piccoli cortili, chiese ed edifici storici caratterizzati dalle facciate policrome e dai balconi in legno intagliato. Da non perdere la visita al Museo dell'Oro, che espone luccicanti oggetti preziosi fabbricati dalla cultura Zenú prima della conquista spagnola, mentre l'appuntamento per l'ora di pranzo è nella centralissima Plaza Santo Domingo, al piccolo ristorante il Porton de San Sebastian: qui è servita la vera cucina caraibica, a base di carne e pesce alla plancha accompagnata da verdure locali dalle tinte sgargianti.

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