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e-borghi travel 15, Giugno 2020: Trabocchi, tra cielo e mare

Sono complesse macchine da pesca protese sul mare e ancorate alla roccia da grossi tronchi di pino d'Aleppo, antiche piattaforme composte da tavole e travi, elevate su pilastri conficcati sul fondo del mare o sugli scogli e congiunte alla vicina riva da esili passerelle. I trabocchi sono tipici delle coste abruzzesi, molisane e garganiche, ma sono presenti anche in alcune zone del basso Tirreno e del litorale veneto. Dalle origini in parte oscure, queste particolari costruzioni sembrerebbero risalire al VIII secolo, quando contadini e pastori, tutt'altro che esperti di mare, intuirono la possibilità di integrare il loro raccolto proiettandosi verso le acque con veri e propri prolungamenti della terra, con palafitte piantate sugli scogli. I primi traboccanti non erano dunque pescatori ma agricoltori, che dalle acque potevano trarre il sostentamento necessario per integrare i magri frutti ottenuti dal raccolto delle terre costiere. Il fascino dei trabocchi è anche legato alla tecnica della pesca adottata sugli stessi, dove ampie reti vengono calate in mare con un argano girevole fissato nel centro della piattaforma, e che, un po' per volta, vengono rialzate.

Trabocchi teatini

E’ il litorale teatino quello che più di altri accoglie i trabocchi, tanto da chiamarsi “Costa dei Trabocchi”. Da Francavilla a San Salvo, tra lunghe strisce di sabbia dorata e piccoli tratti di calette rocciose, è un susseguirsi di queste singolari costruzioni sul mare, elastiche e resistenti alla salsedine e alle forti raffiche di maestrale che battono il litorale adriatico. Assolutamente da non perdere il Trabocco Fosso Canale a San Vito Marina, quelli di Punta Cavalluccio, Punta Isolata e Punta Tufano a Rocca San Giovanni e quelli di Punta Palombo e Punta Rocciosa a Fossacesia. Straordinarie figure lignee in bilico sulle acque che hanno alimentato la fantasia e l’arte di pittori, scrittori e fotografi, affascinati da queste costruzioni solitarie perse sulla costa che corre tra gli importanti centri litoranei abruzzesi di Ortona, da sempre importante scalo commerciale, e Vasto, divisa tra il nucleo antico e la parte affacciata sull’Adriatico.

Trabocchi lagunari

Ai più celebri trabocchi abruzzesi e del Gargano si uniscono quelli veneti, in particolare della zona di Chioggia. E’ nel quartiere di Sottomarina che si trovano i trabocchi. Passeggiando sul lungomare appaiono, imponenti, queste caratteristiche costruzioni dalla piattaforma protesa sul mare, dalla quale si allungano, sospesi a qualche metro dall’acqua, lunghi bracci che sostengono la rete a maglie strette detta trabocchetto. Anche il litorale veneto ha i suoi trabocchi, elementi caratterizzanti la costa di Chioggia, anche conosciuta come la “Piccola Venezia”, dal centro storico che sorge all’estremità meridionale della laguna, su di un gruppo di isolette divise dai caratteristici canali e tra loro collegate da pittoreschi ponti. Alle architetture e agli antichi tesori del nucleo storico si contrappone la sua parte balneare, il quartiere di Sottomarina, vivace meta vacanziera della costa adriatica impreziosita dai trabocchi.

A tavola sul mare

Accarezzati dalla brezza dell’Adriatico, par di cenare su una zattera volante. Su quelli che D’Annunzio chiamava i “ragni colossali” si ascolta il mare, si respira la storia e si assaporano le specialità locali. Numerose di queste “palafitte dell’Adriatico” sono state ristrutturate e trasformate in ristoranti. Cenare su un trabocco è un’esperienza unica in un ambiente particolarmente caratteristico, dove la proposta dipende dalle condizioni del mare e dal pescato quotidiano. Una cena su una di queste pittoresche costruzioni della costa abruzzese è un viaggio tra i sapori e la tradizione culinaria della riviera, tra bruschette con il baccalà e frittura di paranza, tra il pescato del giorno con contorno di verdure e le polpettine di pesce azzurro, tra il classico brodetto alla vastese, l’impepata di cozze e la pasta ai frutti di mare, senza dimenticare i carpacci e gli antipasti con polpo e seppie, il tutto annaffiato dai vini locali. Il sottofondo del mare fa il resto, mentre lo sguardo non smette mai di appoggiarsi sull’orizzonte.

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