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e-borghi travel 15, Giugno 2020: Paesaggi archeologici campani, patrimoni da scoprire

Atmosfere immortali in contesti paesaggistici che sospendono il visitatore tra passato e presente, i siti archeologici campani sono la testimonianza di epoche gloriose che arrivano sino a noi in maniera a volta del tutto inaspettata, sotto forma di meraviglie antiche. Per esempio a Pozzuoli, una città che racconta della magnificenza delle epoche greche e romane, o il prezioso edificio che, nella zona di Miseno, fu sede del Collegio degli Augustali, dove si celebrava il culto degli imperatori, e dove tra l’altro è stata rinvenuta la statua di Domiziano, che oggi può essere ammirata tra le collezioni del museo archeologico dei Campi Flegrei. Luoghi, questi, a cui dedicare il giusto tempo e restare stupefatti dal Tempio di Diana, dal Teatro Romano di Misenum e dal Parco Sommerso di Baia. E poi, l’antica città di Elea, oggi Parco archeologico di Elea-Velia, fondata da esuli greci intorno al 540 a.C., immersa nella macchia mediterranea in un connubio unico tra archeologia e natura, dove il percorso di visita guida la scoperta di edifici pubblici, domus imperiali, terme e agorà.

Pompei ed Ercolano

Fu negli anni della prosperità, quelli del dominio di Roma sul Mediterraneo a partire dal secondo secolo a.C., che il paesaggio pompeiano si arricchì delle suggestioni regalate dal Tempio di Giove, dalla Basilica, dalla signorile Casa del Fauno, e poi di importanti edifici pubblici come l’Anfiteatro e l’Odeon fino allo sfarzo imperiale del Tempio della Fortuna Augusta. Si disegna così uno dei paesaggi più rari al mondo, dove una tragedia come l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., che seppellì letteralmente la città, divenne mezzo di un incantesimo perenne, che ha trasformato un giorno qualsiasi in un presente perpetuo. Un giorno nella vita dei pompeiani di duemila anni fa, intenti nel commercio (Benvenuto guadagno! è uno dei motti rinvenuti nelle scritte sui muri della città), a fare acquisti nel mercato, in una taverna. Una visita a Pompei è un vero viaggio nel tempo così come quella a Ercolano, altro centro colpito dall’eruzione, il cui sito archeologico può essere visitato oggi in maniera del tutto inedita con un percorso sensoriale che, originariamente destinato ai non visibili ma accessibile a tutti, permette di vivere il paesaggio archeologico pompeiano coi tutti i sensi.

Tra le colonne del passato: Paestum

Un’area archeologica patrimonio Unesco dal 1998, una testimonianza tra le più preziose al mondo della cultura della Grecia antica, ma soprattutto l’emozione di immergersi nello stile dell’architettura dorica stupiscono il visitatore fino a immergerlo in un’altra dimensione. Siamo a Paestum, a circa cinquanta chilometri a sud di Salerno, con il suo paesaggio unico al mondo disegnato dai tre grandiosi templi dorici conservati in modo eccezionale: la Basilica, i templi di Nettuno e di Cerere. La magia paesaggistica di Paestum è quella di spingere il visitatore lontano dal presente, fino ad assaporare le atmosfere della colonia greca per arrivare, ma anche quella di permettergli di correre tra i secoli, fino al Settecento, rivivendo le stesse emozioni di Goethe. I tre templi sono protagonisti di un paesaggio storico che riecheggia anche di avvenimenti più recenti, quanto ormai immortali, come lo sbarco degli alleati nel 1943, avvenuto non distante. Una visita al parco archeologico può essere abbinata a quella al Museo nazionale di Paestum, dove si può ammirare anche la famosa Tomba del tuffatore, raro esempio di pittura greca.

Torre Annunziata, benessere millenario

In un luogo come Torre Annunziata, che lega il suo nome ai benefici delle sue preziose acque, fare un balzo nell’antica Roma significa anche godere di quel benessere termale di cui i romani erano maestri. E una struttura termale non poteva mancare nemmeno in quello che, tra i resti degli scavi di Oplontis, è quello più famoso: Villa di Poppea, probabilmente appartenente in origine a Lucius Crassius Tertius, risalente al primo secolo a.C., in ristrutturazione proprio nel momento in cui tutto si fermò per effetto di quella stessa eruzione che investì Pompei. I ruderi delle Terme del console Marco Licinio Crasso Frugi sono ancora visibili lungo la via litoranea Marconi e all'interno delle attuali Terme Vesuviane, il complesso termale che fu fondato dal generale Vito Nunziante nel 1831 sul luogo delle antiche terme. E se visitate Torre Annunziata durante la bella stagione, l’occasione sarà perfetta per approfittare della sua splendida posizione sul mare per concedervi una vacanza balneare.

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