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e-borghi travel 16, Luglio 2020: Valle d’Aosta, la scultura del ’900 in mostra al Gamba

La bellezza del paesaggio è quella tipica della Valle d’Aosta: un promontorio roccioso con vista su un fondovalle verdeggiante e su borghi ricchi di storia. La bellezza dell’arte, invece, è quella racchiusa come in uno scrigno prezioso nel Castello Gamba di Châtillon, dal 2012 Museo d’Arte moderna e contemporanea della regione. È qui che fino al 27 settembre sarà possibile visitare la mostra ‘Ritornanti. Presenza della figurazione nella scultura italiana’, curata da Domenico Maria Papa con il supporto tecnico di Museumstudio di Torino. Una rassegna che propone oltre trenta opere di Arturo Martini, Francesco Messina, Giuseppe Maraniello, Giuliano Vangi, Luciano Minguzzi, Paolo Delle Monache e Giacomo Manzù. E che racconta l'evoluzione della scultura, dalle sperimentazioni del dopoguerra fino alle produzioni più recenti, stimolando una riflessione sulla presenza della figurazione nell'arte italiana. Una sezione della mostra è inoltre dedicata ad Aron Demetz, artista della Val Gardena che reinterpreta in chiave contemporanea la tradizione della scultura in legno.

Capolavori che dialogano

È un gioco di rimandi e connessioni quello che unisce le opere di ‘Ritornanti’ con quelle della collezione permanente del Gamba. Due poli artistici tra i quali si instaura una dialettica costruttiva, che rende possibile cogliere rimandi, affinità, ma anche differenze tra opere dello stesso autore. È il caso, ad esempio, del trittico che ha per protagonisti San Giorgio e la principessa salvata dal drago di Arturo Martini, gruppo in ceramica che dialoga con l’opera più importante del museo in termini di dimensioni: la scultura in bronzo ‘Ercole e il leone di Giuda’ realizzata dallo stesso artista. E un confronto analogo è quello che si innesca tra il 'Ritratto di Isabella Orsini' scolpito da Francesco Messina e il ‘Narciso’ della collezione permanente. Ma il percorso museale si snoda anche lungo il suggestivo parco del castello, un rigoglioso spazio di 50mila metri quadrati, dove è possibile ammirare due opere di grande suggestione: la ‘Ragazza sulla sedia’ di Giacomo Manzù e ‘L’estate’ di Francesco Messina.

Da residenza a centro d’arte

 Il castello prende il nome dal suo committente, il barone Carlo Maurizio Gamba, che lo fece costruire agli inizi del secolo scorso perché la sua amatissima sposa, la contessa Angélique d’Entrèves, potesse trascorrervi lunghi periodi vicino alla famiglia di origine, che risiedeva nel castello che domina il borgo di Châtillon. Il progetto fu affidato all'ingegnere torinese Carlo Saroldi, che realizzò questo edificio che richiama gli antichi manieri della valle dotandolo di tutti i comfort più moderni, tra cui il primo ascensore installato nella regione. Oggi è un importante centro d’arte moderna e contemporanea che ospita una ricca collezione permanente composta da circa 150 opere, a fronte di un patrimonio di oltre 1.200 pezzi raccolti a partire dal 1948. Il percorso espositivo include sculture di Martini, Mastroianni, Manzù, Arnaldo e Giò Pomodoro, ma anche dipinti di Turner, Casorati, De Pisis, Carrà e Guttuso, fino ad opere di esponenti della ricerca contemporanea quali Schifano, Baruchello, Rama e Mainolfi.

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