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e-borghi travel 18, Ottobre 2020: Toc, toc, c'è qualcuno nella dimora

I luoghi sono organismi vivi? Sicuramente hanno una memoria e i loro ricordi ci appaiono proprio laddove eventi e persone ne hanno fatto la storia. Girando per l'Italia dei borghi troviamo racconti di apparizioni di personaggi che ripetono nei secoli le azioni legate alla loro vita e, soprattutto, alla loro morte: delitti, battaglie, crimini, ingiustizie, amori struggenti. Insomma, parliamo di dimore antiche e dei fantasmi che li abitano! Si trova nel castello Aragonese di Pizzo Calabro (Vibio Valentia) una fra le più classiche e terrificanti presenze di spiriti: rumori di catene, luci che si accendono, bisbigli di voci indecifrabili. Si tratta di un maniero nato per la difesa dalle razzie dei pirati saraceni: ultimato nel 1485, rimase fortificazione militare nonché prigione. Qui, nel 1815, fu recluso e fucilato il re di Napoli Gioacchino Murat e al giorno d’oggi il suo spettro irrequieto, con indosso un mantello in ermellino, vaga nella notte tra le segrete e i bastioni.

Gli spiriti irrequieti dei Malaspina

Tra i personaggi storici, quelli di Federico Barbarossa e di Obizzo I Malaspina si presentano gioiosamente e puntualmente ogni anno nella notte di Natale nel castello di Oramala in val di Nizza (Pavia), residenza nobiliare che fu un importante centro di cultura provenzale: i due fantasmi si radunano intorno a una tavola imbandita mentre fragori di battaglie, armi e cavalli echeggiano intorno al grande camino. I membri della famiglia Malaspina sembrano essere particolarmente vivaci anche dopo morti. Nel castello del borgo lunigiano di Fosdinovo (Massa-Carrara), residenza feudale dal XIV al XVIII secolo, si susseguono le scorribande notturne di Maria Bianca Malaspina, vissuta a metà del XIII secolo. La sua vita è accompagnata da una storia drammatica che racconta dell'amore proibito tra la ragazza e uno stalliere: il padre di lei la punì per l'onta rinchiudendola a vita in una stanza con la sola compagnia di un cane e di un cinghiale. Molte le apparizioni del fantasma, peraltro fotografato.

Storie al femminile

Sono proprio le donne e i loro amori impossibili, sovente, le protagoniste delle storie misteriose che si celano tra le antiche mura. Una monaca ricompare nelle notti senza luna con lamenti struggenti tra i resti delle volute gotiche del monastero di Valle Christi nell'entroterra di Rapallo (Genova). Si tratta del fantasma di una suora e della sua bimba, nata dall'amore con un pastore, murate per punizione in una cella del convento. Nel castello di Valsinni (Matera), antico maniero eretto nell'anno Mille, è la poetessa Isabella Morra che ancora vaga di notte piangendo il suo amore perduto. Un'altra donna assassinata: pugnalata nel 1546, a soli 26 anni, dai suoi fratelli a causa della relazione con il nobile Diego Sandoval De Castro, loro nemico. Aveva solo cinque anni e si chiamava Azzurrina la figlia di Uguccione di Montebello di Torriana (Rimini), scomparsa nell'estate del 1375 nella ghiacciaia del locale maniero (splendida residenza Malatestiana) rincorrendo una palla. Non fu mai più ritrovata e si narra che, allo scadere del solstizio estivo di ogni lustro, un suono proveniente da quel cunicolo sotterraneo si faccia ancora sentire.

Una convention di fantasmi

Ma la dimora italiana più infestata da spettri pare sia il quattrocentesco castello della Rotta a Moncalieri (Torino). Costruito a difesa di un ponte, fu prima dei Romani, quindi dei Longobardi, dei Templari e infine dei Savoia. Tanti i fantasmi che lo popolano e che si riuniscono in una sorta di processione ogni anno tra il 12 e il 13 di giugno: un bimbo e la sua nutrice travolti da un carro che vagano lasciando una scia di lamenti e il profumo di fiori, lo spettro di un uomo decapitato ancora presente con in mano la propria testa e l’ectoplasma di una bellissima donna. I dubbi su tutte queste e mille altre entità sono molti: senza cercare di dare una risposta, forse la cosa più bella da immaginare è che questi fenomeni spettrali costituiscano il racconto stesso dei luoghi che, ricordando la loro storia, ce la narrano come meglio sanno fare: in modo antico, magico e misterioso.

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