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e-borghi travel 18, Ottobre 2020: L’antica pasta: ieri oggi e domani

Questa è una di quelle storie che fa sempre piacere raccontare: storie di moderna imprenditoria e allo stesso tempo storie di rispetto per la tradizione, per la qualità e per il territorio. Siamo nel Lazio, in provincia di Rieti, in una di quelle zone un po’ defilate dal turismo di massa dove però, quando ci arrivi, ci lasci il cuore, da tanto sono incantevoli tra borghi medievali, boschi centenari, dolci colline e campagne ordinate. Ed è qui, tra Contigliano e Greccio, che inizia questa storia fatta di buon grano e di uova fresche: tutto nasce negli anni Ottanta in un piccolo laboratorio, l’Antica pasta, fondato a Contigliano da Silvano e Luigina Pitoni ai quali, nel corso degli anni, si uniscono anche i figli Valerio e Simona. Con il passare del tempo e il significativo incremento della produzione, il laboratorio si trasferisce in un nuovo e moderno impianto situato a Spinacceto, nel comune di Greccio (Rieti) ai piedi del Santuario Francescano, proprio nel cuore della Valle Santa.

Obiettivo qualità

Abbiamo chiesto a Valerio Pitoni quale sia la caratteristica principale dei prodotti dell’Antica Pasta «L’attenzione alle materie prime: il 100% dei grani che utilizziamo, tutti accuratamente selezionati, è nazionale. E per le paste ripiene, ad esempio, solo Parmigiano Reggiano Dop. Per noi la qualità è tutto ed è proprio in nome della qualità che abbiamo in progetto di mettere in piedi anche un’azienda agricola che, a chilometro zero, sia in grado di produrre uova e carne di maiale provenienti da animali liberi e non costretti a vivere dentro gabbie e recinti. Il benessere dell’animale si trasforma in valore aggiunto per i nostri prodotti». Il progetto sta prendendo forma a due chilometri dalla sede del pastificio, in quella Contigliano dove tutto è cominciato. Ma qual è la specialità che contraddistingue L’Antica pasta? «Sicuramente la maltagliata all’uovo, un formato tipico della zona», ci risponde Valerio.

Passato e presente

La produzione dell’Antica pasta è però molto più vasta e comprende circa trenta varietà di paste, fresche all’uovo, bianche o ripiene: dalle maltagliate, appunto, (nella doppia versione con o senza uovo), agli stringozzi fino ai prodotti classici della tradizione come fettuccine, tagliatelle e pappardelle; ma anche orecchiette, paccheri, calamarata e gnocchetti sardi, cui si aggiungono le paste ripiene, in un assortimento di prodotti che ha sempre mantenuto carattere artigianale nella scelta degli ingredienti. Per la produzione e il confezionamento l’azienda si avvale invece di sofisticati macchinari tecnologici e all’avanguardia che assicurano condizioni di assoluta igiene, garantita anche dal pieno rispetto di tutte le normative nazionali e da certificazioni di qualità. Non mancano poi una lunga lista di specialità già pronte e take away, dalle lasagne al ragù ai contorni di verdura, dalle melanzane alla parmigiana alle insalate di riso, dal vitello tonnato ai pomodori ripieni, dagli spezzatini coi funghi agli spinaci saltati, e così via, in una gamma davvero ampia e completa.

La chiusura del cerchio

E dopo anni passati a perfezionare ricette sempre nuove, il prossimo passo sarà quello di mettere in commercio anche una linea di sughi pronti. Prosegue Valerio Pitoni: «Ci sembra, in questo modo, di chiudere un po’ il cerchio: abbiamo iniziato con la pasta e siamo arrivati ai condimenti! Cosa c’è di più semplice e allo stesso tempo gratificante di un piatto di tonnarelli con sugo all’amatriciana? Detto, fatto: sughi pronti per essere portati a casa e consumati in famiglia. E saranno tutti alimenti di ottima qualità, esattamente come gli altri». Ma dove trovare questi prodotti? «Al momento la distribuzione avviene soprattutto presso punti vendita e catene di grande distribuzione del centro e sud Italia, ma contiamo di arrivare a breve anche al nord». Nel frattempo è possibile acquistare anche on line, sul sito www.anticapastasabina.it, ordinare telefonicamente o meglio ancora, programmare una vacanza in queste belle zone e recarsi di persona allo spaccio del pastificio, non senza aver prima visitato Greccio e il suo Castello del XI secolo e il rifugio della Cappelletta dove soggiornò San Francesco che dietro di sé lasciò anche la tradizione dei presepi, di cui Greccio ha anche un interessante museo.

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