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e-borghi travel 19, Novembre 2020: Trentino: un itinerario tra i borghi che ne rivela l’anima

Trentino dai mille volti. Un’unica anima raccontata attraverso multiformi sfaccettature, ognuna con la sua identità. La natura di questa regione emerge appieno dai suoi borghi, una personalità che si esprime attraverso il paesaggio, la ruralità, l’enogastronomia, le tradizioni, la cultura. Cos’è un viaggio se non quel percorso che porta verso qualcosa di nuovo e inaspettato? Durante una vacanza in Trentino s’incontrano luoghi, volti, storie. E i borghi sono il crocevia di tutto questo. Chi vuole staccarsi dalla routine e dimenticare la frenesia cittadina per qualche giorno, non può che fermarsi qui. Si scrive slow tourism, si legge ritrovare se stessi. Rigenerarsi. È un processo che passa attraverso i colori, i suoni e l’aria che si respira in questi luoghi, immersi nella natura. Guardare il lago e farsi pervadere da una piacevole sensazione di serenità, per poi addentrarsi nel verde dei boschi di pini, abeti e larici. E infine i tramonti sulle montagne, quelle che come uno scrigno custodiscono l’essenza del Trentino, tutta da vivere.

A ciascuno il suo borgo: perché scegliere il Trentino

Basterebbe dire che in Trentino ci sono ben sei dei Borghi più belli d’Italia per convincersi a partire subito. Si potrebbe aggiungere che la bellezza dei dettagli e il piacere di chiacchierare con la gente locale fanno il resto. E se ancora tutto ciò non fosse sufficiente, perché non pensare allora al profumo della resina degli alberi? Al sole che si riflette sulla neve durante una ciaspolata? O alle fioriture che colorano i campi nella bella stagione e ricordano la genuinità della vita? Poi ci sono le passeggiate, percorrendo i sentieri che dai borghi portano verso la campagna con uno zaino in spalla e l’avventura nel cuore. Ci sono le meraviglie di ogni stagione, dal foliage autunnale al candore dei meleti in primavera, dall’azzurro dei laghi in estate agli abeti innevati nei mesi invernali. Dalle emozioni dolomitiche di Mezzano e Vigo di Fassa alle suggestioni lacustri di Bondone e Canale di Tenno, fino ai prati smeraldo di Rango e San Lorenzo in Banale. Ecco il segreto dei borghi del Trentino, una straordinaria diversità a pochi passi di distanza.

Bondone, dove un tempo c’erano i carbonai

C’era una volta il paese dei carbonai. Siamo a Bondone, uno dei Borghi più belli d’Italia, tappa obbligatoria per ammirare la Valle del Chiese. Quasi al confine con la Lombardia, fino a cinquant’anni fa il suo nome era legato al mestiere del carbonaio, il più diffuso tra i suoi abitanti anche grazie alla quantità di legno disponibile nei boschi circostanti. Oggi, in ricordo di questo, vi è un monumento in piazza che funge da punto di partenza per immergersi appieno nelle strade del borgo. Ci si potrà imbattere in affreschi sulle facciate delle case, in chiese medievali e anche nell’antica fortezza di Castel San Giovanni che ospita mostre sulla natura, le tradizioni e la storia locale. In aggiunta al fascino del Lago di Idro con la sua spiaggia di Porto Camarelle e a una pista ciclabile per tutti gli appassionati di bike che vogliono godere di uno sportivo weekend outdoor. È d’obbligo menzionare però un’altra eccellenza di Bondone: la polenta fatta con la famosa farina gialla di Storo, uno dei prodotti più noti della zona.

Canale di Tenno, vivere il Medioevo nel presente

Sognare un tuffo indietro nel tempo fino al Medioevo: a Canale di Tenno si può. Raggiungendo il versante trentino del Lago di Garda, ci si ferma in un borgo unico nel suo genere. Uno spirito medievale arrivato a noi pressoché intatto. Le case in pietra, il silenzio dei vicoli, le finestre decorate con i gerani e le architetture antiche: scorci quasi fiabeschi divenuti da decenni fonte di ispirazione per artisti di tutta Europa. La bellezza di questo paese sul Benaco traspare anche dal gusto dei prodotti tipici come la carne salada, punta di diamante della cucina del Trentino. Sale e spezie valorizzano la pregiata carne di bovino alla base di questo piatto il cui abbinamento ideale sono i fagioli. Ma la tradizione passa anche dalla riscoperta dei mestieri. Canale di Tenno ospita il Museo degli Attrezzi Agricoli, un modo per comprendere la fatica del lavoro nei campi, quella che passa dalle mani dei contadini. Suggestivo è inoltre il lago di Tenno, un gioiello dai toni turchesi da mozzare il fiato. È possibile raggiungerlo con mezz’ora di passeggiata, trenta minuti valgono bene un’emozione.

La suggestione dell’arte, benvenuti nella Casa degli Artisti

Canale di Tenno, un borgo dove l’arte è viva. La vista sul Lago di Garda e i suoi angoli pittoreschi hanno fatto innamorare gli artisti fin dagli anni Sessanta. Tra tutti spicca il nome di Giacomo Vittone, pittore torinese che scelse Canale come soggetto per molte delle sue opere e al quale oggi è intitolata la Casa degli Artisti. Si tratta di un luogo di forte interesse culturale dove trovano spazio molteplici attività e iniziative: mostre, convegni, soggiorni ma anche corsi estivi e ospitalità per artisti. Grazie alla bellezza del paesaggio che lo avvolge e alla serenità che si respira, Canale di Tenno è fonte d’ispirazione per gli spiriti creativi. Non solo artisti professionisti ma anche amatori, che oltre all’opportunità di soggiornare in questo locus amoenus possono prendere parte a una serie di laboratori. La Casa degli Artisti è anche uno spazio di crescita e formazione per accostarsi al mondo dell’arte e ai suoi linguaggi. Dalle lezioni di acquarello a quelle di scultura, grafica e incisione per dare sfogo alla propria creatività.

Rango, come sentirsi a casa

Accoglienza, chi non vorrebbe sentirsi come a casa anche se a chilometri di distanza? Quando si entra a Rango, situato nel comune di Bleggio Superiore, a metà strada tra Madonna di Campiglio e il Lago di Garda, si percepisce un’atmosfera calda e familiare. Un’attitudine che arriva da lontano, da quando questo borgo, di passaggio lungo la Via Imperiale era un rifugio per i viandanti che potevano dissetarsi nelle fontane e ripararsi dal freddo sotto i portici, nei cunicoli o negli androni. La vita contadina, quella che era scandita dal rintocco delle campane, da albe e tramonti, dal passare delle stagioni, è una storia che Rango narra ogni giorno. E se in passato erano mercanti, pastori e pellegrini a cercare ristoro qui, oggi sono i viaggiatori che vogliono mettere da parte i ritmi accelerati della modernità e scegliere questo paese per concedersi il piacere della lentezza, un respiro di pace immersi nella natura, magari passeggiando lungo il Sentiero della Noce o concedendosi mezza giornata di trekking.

San Lorenzo in Banale, benessere e relax anima del borgo

Un solo obiettivo: rigenerarsi. San Lorenzo in Banale, porta d’accesso alle Dolomiti di Brenta, è il luogo in cui energia e benessere s’incontrano. L’ambiente circostante è teatro di uno star bene che prende forma nelle passeggiate nella natura, nell’antica disciplina nota come forest bathing, nel respirare la brezza limpida di montagna a pieni polmoni. Per donare un nuovo equilibrio ai propri sensi basta chiudere gli occhi e ascoltare i suoni del Trentino, una melodia naturale per rilassarsi e dimenticare lo stress. Una peculiarità di questo borgo è che sia nato dalla fusione di sette antichi feudi che ancora ai nostri giorni mantengono chiara e tangibile la loro identità. Usanze, chiesette, riti religiosi: come piccoli villaggi raccolti sotto un solo tetto. Cosa mettere nella bucket list ideale? La chiesa di San Rocco e San Sebastiano del XVI secolo con gli affreschi dei Baschenis, ma anche la Casa del Parco “C'era una volta”, un edificio settecentesco ristrutturato come una tipica abitazione contadina.

Mezzano, sogni d’amore e romanticismo

Ai piedi delle Pale di San Martino, un panorama che fa palpitare. Mezzano ha un’aria decisamente romantica. Le case in legno e pietra fanno da sfondo a una fuga da innamorati, un break in montagna che vi farà perdere la testa. Uno stop in questo borgo dolomitico arricchisce la vacanza in Trentino, itinerari di trekking o MTB nel Parco Naturale di Paneveggio Pale di San Martino per i più atletici, sci e alpinismo nella skiarea San Martino di Castrozza-Passo Rolle nei mesi più freddi. Ma anche cultura attraverso le viuzze di Mezzano, quelle che gli abitanti chiamano canisèle e che sono impreziosite da una serie di installazioni di arte contemporanea realizzate a partire da cataste di legna, note come Cataste&Canzèi. E se si è incuriositi dalla vita di paese dei tempi andati, allora non si può rinunciare a una visita al Tabìa del Rico, un piccolo museo di cultura materiale affascinante come un libro da sfogliare. In quanto alle delizie locali, cedete alla tosèla di Primiero, un formaggio fresco che ben si sposa con polenta e lucanica trentina.

La sedia rossa, la vera voce di Mezzano

Anche se le camminate in montagna sono un must, a Mezzano si va contro tendenza e sedersi può essere un’esperienza. Sedersi non su una sedia qualunque ma su una delle sedie rosse che si trovano in giro per questo borgo. Si riconoscono perché vi è posata sopra una campanella. Cosa fare? Accomodarsi e suonarla. Basterà attendere qualche minuto e una persona del luogo si paleserà, pronta a raccontare qualche aneddoto sul paese. La vera voce di Mezzano è quella di chi ci vive, quale miglior modo di lasciarsi incantare? Si tratta di una simpatica iniziativa per dare il benvenuto ai nuovi visitatori. Queste guide sono ragazzi, anziani, artigiani: è l’amore per l’autentico che viene fuori. La sedia è rossa non a caso, è questo il colore della passione e quindi quale miglior nuance per la terra del romanticismo! Altro che realtà virtuale, siamo davanti alle radici di un popolo fiero che ama condividere storie e saperi.

Vigo di Fassa, l’eco del ladino che vibra tra i monti

Quando si pensa a un borgo di montagna, s’immagina un luogo identificabile in Vigo di Fassa. Qui le tradizioni non scivolano nell’oblio, anzi convivono con il contemporaneo. In questo borgo ai piedi del Catinaccio si parla ancora il ladino, l’antica lingua dei popoli delle Dolomiti. A tal proposito, non si può certo evitare una sosta all’innovativo Museo Ladin de Fascia, dove anche grazie a delle tavole del celebre Milo Manara, ci si può calare appieno nello charme di questo territorio. E per chi volesse letteralmente assaggiarlo, non c’è modo migliore di mettersi a tavola davanti a un piatto di cajoncie da fighes, ravioli con ripieno di fichi da accompagnare ai formaggi tipici. Diversi, dunque, gli itinerari per apprezzare il Trentino. Molteplici le opportunità di svago, di apprendimento, di socialità. Perché come un forziere ricco di pietre preziose, va esplorato fino in fondo. Non è soltanto l’incantesimo della natura a rendere questi luoghi così seducenti, ma anche il cuore di chi li abita e ne trasmette l’essenza. Gocce di non trascurabile felicità.

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