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e-borghi travel 2, Benessere e borghi: Consorzio Grotte di Frasassi

Istituito sul finire del 1972 dall’accordo tra il comune di Genga e la provincia di Ancona, il “Consorzio Frasassi” è l’ente che si occupa, da decenni, della valorizzazione e della salvaguardia delle grotte di Frasassi. L'Assemblea generale del Consorzio, infatti, ha approvato il progetto per la salvaguardia e valorizzazione delle grotte e con successivo atto è stata appaltata l'opera. I lavori sono iniziati molto tempo fa, il 21 gennaio 1974, e la galleria artificiale di accesso all'Abisso Ancona, lunga 223 metri, è stata ultimata appena quattro mesi dopo. I camminamenti interni dell'Abisso Ancona, invece, si sono conclusi nell’agosto dello stesso anno e il primo settembre del 1974 questo prodigio naturale è stato aperto al pubblico. A distanza di oltre quarant’anni dalla nascita del consorzio di tutela delle Grotte, il complesso carsico di Frasassi resta una delle mete turistiche più spettacolari delle Marche. Decine di migliaia di turisti, ogni anno, arrivano a Genga per godersi uno degli spettacoli naturali più belli ed emozionanti della Penisola.

Una meraviglia aperta tutto l’anno, fruibile in diverse modalità e per qualsiasi età. Al percorso appositamente studiato per le scuole si unisce quello turistico per le famiglie, mentre per i più esperti ci sono esperienze più impegnative, quelle definite “speleo avventure”. Prima parte del percorso è l’Abisso Ancona, apparsa in tutta la sua imponenza ai suoi scopritori che la battezzarono con il nome della loro città. Tra le più grandi cavità del mondo, con 180 metri di lunghezza, 120 di larghezza e 200 d’altezza, presenta nel fondo un ammasso di blocchi, risultato di movimenti e crolli avvenuti nei millenni. La vista dell’“angolo del paradiso” e la “fetta di pancetta” precedono l’arrivo al laghetto cristallizzato, frutto della saturazione di un bacino d’acqua a opera del carbonato di calcio, sovrastato da una stalagmite ferrigna di oltre due metri sulla quale, di lato, si è originata una concrezione bianca dalla forma particolare enfaticamente battezzata il “diavolo con la candela”.

Ai margini del laghetto di cristallo c’è il “castello della fatina”, così chiamato per la selva di guglie e pinnacoli che lo contraddistinguono. Incantevole è il “Niagara”, colata bianchissima di calcite allo stato puro. Il cuore della sala è dominato dall'imponente gruppo di stalagmiti millenarie denominate "I giganti" - dal diametro che va dai 2 ai 5 metri con un'altezza variabile tra un metro e mezzo e 20 metri - che possono essere considerate le più importanti stalagmiti della grotta. Da questo luogo, osservando la cupola dell'“Abisso Ancona", è possibile vedere l'apertura naturale attraverso la quale, il 29 settembre 1971, i primi speleologi si calarono all'interno del complesso ipogeo per annunciare al mondo la loro straordinaria scoperta. Un vistoso abbassamento della volta segna la fine del percorso dell’Abisso Ancona dopo il quale si approda nella “Sala dei duecento”, così nominata in riferimento alla sua lunghezza di circa 200 metri. Ancora emozioni con il “castello delle streghe” chiamato anche “castello rosso”, la “Sala Barbara” e l’Obelisco”, straordinaria stalagmite che ha per base una enorme roccia caduta dell'alto, con un'altezza di circa 15 metri compreso il basamento.

A fianco, in un angolo di grotta, su una colata simile a una tavolozza, si trova un'ampia gamma di colori: il bianco, il terroso e il rosa con lievi sfumature di grigio cenere, caratteristico dell'ossido di manganese. Intrigante, poi, è il “Gran Canyon”, così chiamato perché si attraversano dei crepacci in fondo ai quali si trovano cavità completamente allagate al livello del fiume Sentino. Belle le “canne d’organo”, un gruppo di stalattiti parallele che sembrano formare un organo e che, se colpite delicatamente, regalano suoni diversi, poi è la volta della “sala delle candeline”, composta da esili stalagmiti disposte ai bordi di un laghetto. Le ultime due sale sono la “sala dell’orsa e la “sala dell’infinito, straordinario finale di un percorso d’emozioni uniche e indimenticabili.

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