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e-borghi travel 2, Benessere e borghi: San Pietro Aquaeortus

Ci sono posti di cui è difficile scrivere per timore di non essere in grado di restituire a parole non solo il fascino e l’atmosfera che emanano, ma anche la storia di cui sono portatori: Borgo San Pietro è uno di questi. Molto più di un albergo o di un resort, Borgo San Pietro è un intero piccolo paese trasformato in una struttura ricettiva dove ogni singola pietra, muro, spazio chiuso o aperto, raccontano una storia antica e sono testimoni di un presente straordinario fatto di attenzione, amore per il dettaglio e un senso dell’accoglienza che travalica il consueto concetto di hôtellerie e approda a un nuovo modo di intendere l’ospitalità di alto livello. Ma andiamo con ordine: siamo in Umbria, per la precisione tra Fabro e Allerona, in provincia di Terni, sulle colline del Parco della Selva di Meana: in altre parole, in mezzo al verde della più verde delle regioni italiane.

Miracoli umbri

Il contesto appare magico e miracoloso ai nostri occhi così come probabilmente apparve ai monaci che, nell’XI secolo, decisero di edificare qui una chiesa e un complesso monastico. Anche il nome del complesso ha del prodigioso: si narra, infatti, che sia stato San Pietro a far zampillare l’acqua in questo luogo romito, da cui il nome, “aquae ortus” cioè sorgente di acqua. Le vicende dell’abbazia, che si arricchisce di edifici e di gente, trasformandosi man mano in un piccolo borgo, si snodano poi nei secoli, fino ad arrivare al Novecento, quando il paesino viene dotato di una scuola, un cimitero e altri servizi per gli abitanti che, alla fine degli anni Settanta, abbandonano la frazione per trasferirsi altrove. Fine del miracolo, dunque? Non proprio, perché una quindicina d’anni fa un uomo s’innamora di questo posto, ormai poco più di un ammasso di ruderi, e decide di riportarlo a vivere. C’è voluto tempo, lungimiranza e pazienza (oltre a un notevole investimento) da parte di Stefano Magini, ex commercialista, sognatore e patron del progetto di recupero nonché amministratore delegato della struttura, ma il risultato è davanti agli occhi di chi arriva e che, dopo aver percorso il viottolo carrabile costeggiato di alti cipressi, vorrebbe non andarsene mai più, lasciandosi alle spalle per sempre lo stress, il traffico, la folla e il trillo dei cellulari.

Salus per aquam: concetto antico

Cuore del complesso è una piazzetta lastricata, sulla quale si affacciano alcuni edifici come la ex scuola, il vecchio mulino, il frantoio e così via, trasformati in 25 unità abitative di diversa ampiezza, veri e propri appartamenti ricavati dalle antiche stanze, perfettamente arredati ed equipaggiati di ogni moderno confort. La piazzetta, intima nella sua ampiezza, è uno spazio ideale non solo per organizzare mostre, concerti o cocktail, ma anche per socializzare e per star bene, che poi è il vero obiettivo di San Pietro AquaeOrtus, nato dall’acqua che è fonte di vita, di salute, di benessere. Un benessere che si amplifica nella splendida piscina esterna con bocchette in pietra per un idromassaggio naturale e nella piccola, ma curatissima, spa interna con mini piscina di acqua di mare, aree per trattamenti e palestra attrezzata. E non mancano percorsi naturalistici, ambientati nel verde degli esterni, progettati da un architetto paesaggista, tra piante, fiori e antiche essenze officinali utilizzate dai monaci e recuperate all’oblio, altro simbolo di rinascita e di continuità col passato declinato alla salute dell’ospite di oggi.

Matrimoni, alta cucina e novità in vista

Tra i ricordi più cari del primo anno di apertura-soft (la stagione 2019 sarà la prima a pieno regime), Magini conserva quello di una coppia di sposi che ha organizzato a San Pietro la propria festa di nozze: la felicità provata, l’incanto del contesto e la perfezione del banqueting di Paolo Trippini, celebre chef umbro, hanno fatto loro promettere che torneranno ogni anno da Monaco per festeggiare gli anniversari! La ristorazione è infatti un altro dei punti forti: messa a punto con la consulenza dello stesso Trippini, esalta i sapori e le pregiate materie prime locali, declinate con gusto e raffinatezza anche nelle perfette mise en place. Il ristorante (con annessa sala convegni) è stato ricavato all’interno della chiesa medievale i cui ampi spazi ben si prestano ad accogliere il rito laico del cibo. Nel prossimo futuro, è prevista anche la creazione di un’azienda agricola destinata a rifornire la cucina, sempre sulla scia di quanto già realizzato nei secoli precedenti dai monaci, consci che corpo e spirito vanno nutriti di cose buone, semplici e sane. Cos’altro aggiungere se non che da San Pietro si può partire alla scoperta di un territorio ricchissimo di risorse ambientali e storiche: a breve distanza si trovano Orvieto col suo duomo, le meraviglie della Val d’Orcia e della Maremma toscana, il lago di Bolsena, Viterbo e la Tuscia: un concentrato dell’Italia più seducente e soave, fatta di colline, antichi borghi e città d’arte (Assisi e Perugia comprese), dove la natura e la bellezza fungono da contraltare a una spiritualità millenaria. Esattamente come accade a borgo San Pietro.

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