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Bertinoro: ospitalità, terme, vino... e il segreto dello Spungone

Forse non tutti sanno che c’è un’altra Romagna, oltre a quella delle spiagge: è la Romagna dell’entroterra, delle alture e delle vigne. Ed è qui che si trova Bertinoro, un borgo di diecimila anime disteso su un colle che ha conservato intatto non solo l’impianto urbanistico medievale ma anche una capacità di dispensare benessere che giunge da lontano: tre milioni di anni. A questa remota epoca risale infatti la dorsale rocciosa che costituisce le sue colline: altro non era che una lussureggiante barriera corallina. Questa particolare conformazione rocciosa, chiamata Spungone per via della sua spugnosità, è ricchissima di minerali che conferiscono peculiarità organolettiche intense ai vini prodotti in questa zona e proprietà termali uniche alle acque che scorrono nel sottosuolo. Non è un caso dunque se Bertinoro è uno di quei posti dove ci si sente bene appena vi si mette piede, dove il bello, il buono e il sano sono valori assoluti.

Tutti in bicicletta

Ma come si raggiunge Bertinoro? E come ci si muove nei dintorni? Per chi sceglie il treno, una volta giunti a Cesena o a Forlì, si può proseguire in bicicletta seguendo itinerari segnalati dai GPS che conducono al borgo. I percorsi bike sono numerosissimi in tutto il territorio e si diramano tra intricati sentieri e strade di campagna: uno dei più interessanti parte proprio da Bertinoro e collega tutte le rocche della zona delle Spungone fino a Castrocaro, passando per Meldola e Predappio. Chi invece si muove in automobile può contare su numerosi parcheggi ai piedi del centro: lasciata l’auto, salite dunque godendovi la passeggiata fino a piazza della Libertà. Qui vi accoglieranno l’antica Torre dell’Orologio e la facciata ornata di merlature di palazzo Ordelaffi, che ospita gli uffici comunali dal XIV secolo: al suo interno, la Sala del Popolo e la Sala Quadri (con un ciclo di tele del Settecento dedicate alla storia locale). Addossata al palazzo, l’importante cattedrale del XVI secolo dedicata a Santa Caterina d’Alessandria (alcune opere seicentesche di pregio all’interno delle tre navate).

Dove gli ospiti son contesi

Ma quello che nella piazza attirerà di più la vostra attenzione, (oltre alla vista che si gode da questo belvedere, noto anche come il Balcone della Romagna), sarà la Colonna dell’Ospitalità, simbolo stesso di Bertinoro e legata a un’antica tradizione che dimostra quanto qui l’ospite sia sacro. Per decidere chi dovesse accogliere un forestiero, Guido del Duca, giudice intorno al 1200, fece costruire una colonna con 12 anelli: quando il viandante giungeva in città e legava il suo cavallo a uno degli anelli, veniva ospitato dalla famiglia cui l’anello corrispondeva. Quella visibile attualmente non è la colonna originale ma una copia del 1926: questo non sminuisce il significato profondo di questo originale monumento all’accoglienza tanto che da allora la comunità bertinorese celebra ogni anno un grande evento dedicato all’ospitalità. Imperdibile è anche una sosta all’enoteca Ca’ de Bè, sottostante a Piazza della Libertà (cui è collegata da una scalinata) dove degustare i migliori vini della Romagna, dal Sangiovese all’Albana (primo bianco d’Italia a ottenere il riconoscimento DOCG nel 1987), dalla Cagnina al Pagadebit per circa 400 etichette.

Buon cibo e antiche pievi

Ma la Ca de Bè, per quanto sia il più celebre e storico, non è certo l’unico punto ristoro della città: il borgo pullula di trattorie, enoteche e negozietti che, tra piadine e crescioni, garganelli, formaggi accompagnati dalla tipica saba (condimento a base di mosto d’uva) e ciambelloni non vi deluderanno. Dopo un buon pasto e con tutta calma (qui la fretta è bandita e il turismo è slow di natura) niente di meglio che fare altri quattro passi per visitare la Rocca, sorta prima dell’anno Mille, ora sede universitaria, e del Museo Interreligioso dedicato alle tre grandi religioni monoteiste. Dal centro si può arrivare a piedi anche a Monte Maggio, colle gemello di Bertinoro, un tempo sede di un convento di frati cappuccini di cui rimane un antico pozzo al cui interno scende una scaletta a spirale che funge da accesso alle celle situate lungo le pareti. A circa dieci minuti di auto dal centro si trova invece la longobarda pieve di San Donato di Polenta, cantata dal Carducci in ricordo di Dante che qui sostò in preghiera durante l’esilio.

Acque termali e parchi avventura

Ma non è tutto perché Bertinoro, nel suo piccolo, ha molto altro da proporre, comprese le terme, le uniche in grado di offrire, nello stesso luogo, ben sette tipi di acque diverse. Il centro termale, edificato negli anni Trenta, è stato totalmente rinnovato nel 2007 e oggi offre l’opportunità di soggiornare a quattro stelle all’interno del Grand Hotel Terme della Fratta per usufruire di cure termali e trattamenti estetici, ma si può accedere alle zone benessere anche senza pernottamento. All’interno del Parco delle Terme si trova poi l’IndianaPark, un divertente parco avventura per bambini e adulti con percorsi aerei, passaggi tra gli alberi con corde, reti, passerelle, teleferiche, ponti, dotato anche di piscine estive, pareti di arrampicata e una torre da cui saltare per provare l'emozione di un volo nel vuoto da 13 metri di altezza in massima sicurezza. Molto ricco infine anche il calendario di eventi estivi che culmina ogni anno la prima domenica di settembre con il Rito dell’Ospitalità che si rifà all’antica tradizione di accoglienza del forestiero.  

Dormire, gustare e comprare 

E’ la ricca tavola di Romagna a contraddistinguere la cucina di Bertinoro. Qui, tra le terre di Forlì e Cesena, tra vigneti e colline, dove l’Appennino si mescola con le terre padane, è difficile scegliere dove fermarsi e accomodarsi per un ricco pranzo o anche solo per una semplice serie d’assaggi. Si adatta a entrambe le occasioni l’osteria enoteca La Cà de di piazza della Libertà, detta anche “Il balcone della Romagna” per la splendida vista che abbraccia le colline fino al mare, dove ai piatti della tradizione vengono accostate 400 etichette di vini locali. Per gli appassionati di carne c’è invece il ristorante La Divina Bistecca, situato nell’edificio che un tempo ospitava l’antico convento delle suore clarisse. Bruschette, primi, e poi tanti salumi con la classica piadina romagnola nel menù all’agriturismo Fattoria La Quercia. Per un soggiorno a Bertinoro, per godere della pace delle colline di Romagna e delle atmosfere del borgo, ci sono il centralissimo hotel La Colonna, con camere con vista panoramica verso l’Adriatico, e l’agriturismo Al Colle, immerso nel verde del giardino che fa da cornice alle camere con vista. Il B&B La Residenza nel Borgo, situato nel cuore medievale di Bertinoro, è invece adatto a chi vuole respirare arte e storia, tra raffinati tessuti e ambienti eleganti tra cui l’ampio salone con camino dove rilassarsi, leggere e degustare un buon bicchiere di vino. Per chi vuole invece portare con sé i sapori di quest’angolo di Romagna, ci sono l’azienda Zaccarini Vini, dove comprare alcuni dei vini locali più apprezzati tra cui il Sangiovese di Romagna DOP Superiore e il Trebbiano. Sangiovese e Albana dolce di Bertinoro sono invece i vini di produzione dell’agriturismo 7 Colonne, dove si comprano anche grappe, liquori e olio. Da non perdere è una visita al caseificio Mambelli di Santa Maria Nuova di Bertinoro, dove acquistare il morbido, tipico squacquerone da spalmare sulle piadine, seguito da caciotte, ricotte e primosale.

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