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e-borghi travel 2, Benessere e borghi: Manciano: bien vivre a tuttotondo

Manciano: bien vivre a tuttotondo

Un piccolo borgo incastonato nel verde della Maremma, appollaiato su una collina da dove lo sguardo può spaziare a 360 gradi su un panorama mozzafiato, che verso ovest raggiunge l’Argentario e si spinge poi fino all’isola del Giglio, Giannutri, Montecristo e, nelle giornate limpide, tocca persino la Corsica perdendosi nel blu intenso del Tirreno, mentre guardando verso est è il Gran Sasso a rubare la scena, con le sue possenti alture rocciose. Passeggiando per il labirinto di seducenti stradine e vicoli dal sapore antico, sono numerose le gemme architettoniche che si incontrano a Manciano, dal poderoso castello con la torre panoramica, che si erge alla sommità del paese, ai resti turriti della mura quattrocentesche, alle chiese di San Leonardo e della SS. Annunziata, entrambe decorate da opere di due importanti pittori mancianesi ottocenteschi – Pietro Aldi e Paride Pascucci –, all’interessante Museo di Preistoria e Protostoria della Valle del Fiora, con reperti risalenti al Paleolitico. Deliziosi sono anche i piccoli borghi che punteggiano il territorio circostante e che narrano di un fiorente passato medievale: Poggio Capanne, con la splendida piazza rinascimentale, Poggio Murella, con il Castellum Aquarum risalente alla seconda metà del I secolo a.C., Marsiliana, con il severo castello duecentesco, e San Martino, dalla bella chiesa omonima in stile neorinascimentale con accenti moreschi, meritano tutti una sosta per un viaggio a ritroso nel tempo.

Saturnia: non solo terme

È una frazione di Manciano ed è famosa in tutto il mondo per le proprietà terapeutiche delle sue acque termali, note fin dall’antichità. Stiamo parlando di Saturnia, il cui borgo riecheggia ancora del passato che si perde nella notte dei tempi, quando da quella che oggi è piazza Vittorio Veneto – il vivace cuore di Saturnia, con ristorantini e bar – passava la via Clodia, una delle strade romane di origine etrusca più antiche d’Italia, della quale è ancora possibile seguirne a tratti il tracciato e ritrovarne resti e testimonianze, come due importanti cippi con iscrizioni latine. E la stessa Saturnia vanta di essere tra i più antichi abitati della Penisola, risalente addirittura all’età del Bronzo e fiorente nel periodo etrusco, come testimoniano i corredi funerari ritrovati nelle necropoli circostanti, databili fino all’VIII secolo a.C., e oggi ospitati nel locale Museo Archeologico Collezione Ciacci. In realtà l’intero borgo è un museo a cielo aperto, con resti latini, etruschi e rinascimentali disseminati sull’intero territorio, come la cisterna quadrangolare che secondo la leggenda era la sorgente delle acque termali prima che il cavaliere Orlando la deviasse per sconfiggere i nemici in battaglia.

Montemerano: nel “cuore” del Medioevo

La forma a cuore del centro storico di questa frazione di Manciano e il nucleo intatto dell’abitato hanno valso a Montemerano l’inserimento nel circuito dei Borghi più belli d’Italia. Compatto, aggrappato a un colle e dominato dal campanile della pieve di San Lorenzo e dalla torre quadrangolare del castello, Montemerano sembra sospeso nel tempo e la sua visita invita a rallentare i ritmi, assaporando le atmosfere medievali che regala a ogni angolo. Se il complesso quattrocentesco della Chiesa di San Giorgio – inserito anche nel percorso del Giubileo –, con la vicina porta omonima e la terza cinta muraria, emoziona per la bellezza architettonica e la preziosità delle opere d’arte che racchiude – una per tutte: il polittico di Sano di Pietro –, la piazza del castello invita a fermarsi per rivivere con la mente la storia di cavalieri, soldati e dame che hanno soggiornato tra le sue possenti mura. E poi, ancora, la Chiesa della Madonna del Cavalluzzo, l’elegante Piazza del Forno, dalle misteriose origini, e la “buca”, un passaggio che attraversa la seconda cinta muraria e da uno stretto vicolo porta alla via principale, risalente probabilmente al XVI secolo, quando non era più necessario difendere il villaggio dai nemici.

Tra acqua termale e natura

Se il Terme di Saturnia Spa e Golf Resort è il posto dove andare per una remise en forme globale e di lusso – per la CNN si tratta del miglior centro termale al mondo – grazie non solo all’acqua termale dagli importanti poteri curativi che sgorga nelle vicinanze, ma anche ai trattamenti esclusivi che fanno uso di oro, diamanti e ghiaccio antartico, nel territorio di Manciano c’è un (altro) posto di raro fascino: le Cascate del Mulino. Considerate da Lonely Planet tra le migliori terme libere del mondo e inserite nell’elenco dei posti da vedere almeno una volta nella vita dal New York Times e dal The Guardian, le Cascate del Mulino sono una serie di scenografiche vasche naturali – ad accesso libero – formate della scorrere continuo dell’acqua termale sulfurea sulla roccia calcarea. E tra un bagno termale e l’altro, il territorio di Manciano offre una natura incontaminata, perfetta per lo slow travel e per indimenticabili escursioni in mountain bike, a cavallo o a piedi; sono infatti numerosi e di rara bellezza i percorsi di trekking che, di lunghezza e intensità variabile, si diramano tra boschi, prati, zone agricole e deliziosi agglomerati urbani.

Enogastronomia: le eccellenze locali

Se il bien vivre richiede ritmi lenti per assaporare atmosfere, risorse territoriali e bellezze architettoniche, il suo concetto non può prescindere dall’elemento enogastronomico. E anche in questo caso, il comprensorio di Manciano è in grado di sorprendere anche il viaggiatore più esigente. Non si può infatti passare da queste parti senza assaggiare almeno una volta il Ciaffagnone Mancianese, una crespella preparata solo con acqua, uova e farina, condita con il pecorino toscano e cotta su una padella sottilissima di ferro unta con il lardo. Non solo, la zona è punteggiata da numerose aziende agricole nelle quali degustare i prodotti tipici, quelli caseari in primis, capitanatati dal celebre pecorino toscano DOP, anche nella sua versione “anticolesterolo”, da accompagnare ai robusti rossi locali, primo fra tutti il Morellino della vicina Scansano. Per i palati più raffinati e curiosi, infine, ci sono anche due ristoranti stellati: da Caino, due stelle Michelin, e la stella de All’Acquacotta, all’interno del Terme di Saturnia Resort.

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