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e-borghi travel 20, Dicembre 2020: Rievocazioni, storia in diretta

In un paese così ricco di storia e cultura come l’Italia, a quello che è l’immenso patrimonio architettonico e artistico se ne unisce un altro di un altrettanto inestimabile valore. E’ quello delle rievocazioni storiche, gli appuntamenti con il ricordo di quello che è stato lo straordinario passato del nostro Paese. In ogni regione, in qualsiasi periodo dell’anno, si rievoca il passato, si racconta un frammento di quella che era la vita di un tempo, si rivivono i fatti che hanno cambiato una zona geografica, una vallata, una città o un piccolo borgo. Su e giù per lo Stivale, dal mare ai monti, dalle colline alle pianure, è possibile scoprire l’Italia che è stata tra una sfilata e un palio, tra costumi d’epoca medievale, rinascimentale o barocca. In quelli che sono gli scenari che hanno fatto la storia, con le rievocazioni storiche se ne rivivono le emozioni e se ne respirano le atmosfere. Tra le mille rievocazioni italiane ne abbiamo scelte tre. La “Messa dello spadone” a Cividale del Friuli, “Trecentesca” a Morimondo, a due passi da Milano e il “Palio del principe” a Bisignano, in Calabria.

Tra sacro e profano

Un’attenta rievocazione storica catapulta Cividale del Friuli indietro nel tempo, al XIV secolo, ricostruendo un frammento importante della storia locale. E’ la “Messa dello spadone”, in calendario annualmente il giorno dell’Epifania. Al rito solenne – in latino, accompagnato da antichi canti aquileiesi - che si celebra dal mattino nel duomo della città – segue la rievocazione dell’entrata del patriarca Marquardo von Randeck, avvenuta nella stessa Cividale nel 1366. Protagonista della rievocazione è lo spadone, appartenuto al patriarca Marquardo von Randeck, che compare durante la cerimonia liturgica. Alla cerimonia si attribuiscono un significato liturgico e politico. Celebrata in passato dal patriarca all’atto del suo insediamento - che era anche uomo d’arma e detentore del potere temporale del vasto Patriarcato di Aquileia -, durante la rievocazione di oggi vede il diacono, con un elmo piumato in testa, impugnare in vari momenti della stessa la spada con la mano destra e l’evangeliario con la sinistra, evidente conferma del doppio significato dell’evento.

Cavalieri e nobildonne

Si respira il Medioevo, a Morimondo, quando va in scena “Trecentesca”. Nel mese di maggio degli anni dispari, nel piccolo borgo alle porte di Milano, si torna indietro nei secoli e si rivive la famosa battaglia di Casorate Primo. A fare da sfondo alla contesa c’era e c’è ancora la bella abbazia di Santa Maria. Tutto si svolse nel 1356 quando l’esercito di Lodrisio Visconti fu protagonista della contesa con le armate di Carlo IV di Boemia nei pressi di Casorate, dove il conte tedesco Corrado di Landau riportò una pesante sconfitta. “Trecentesca” riporta quest’angolo di terre milanesi indietro nei secoli, dove vengono ricreati ambienti dell’epoca tra cui villaggi e accampamenti con tende da guerra, cucine all’aperto, falò e animali allo spiedo e approvvigionamenti per i soldati. Centinaia di figuranti scendono in campo abbigliati come un tempo, in un tripudio di cavalieri, nobildonne e soldati di ventura armati di corazze, spade, scudi e lance. Una “due giorni” di evento con tanto di mercato per conoscere i segreti degli antichi mestieri, il Museo dell’Abbazia di Morimondo e le erbe officinali, sfilate in costume, laboratori didattici dedicati all'arte dell'affresco e degustazioni tematiche. Medievali, naturalmente.

Giostra silana

Posto sulle ultime propaggini collinose della Sila greca, il borgo di Bisignano – Cosenza - domina la valle del Crati. Qui, nel nord della Calabria, l’ultima domenica del mese di giugno si tiene il “Palio del principe”, giostra cavalleresca di rievocazione medievale, dedicata alla venuta dell’imperatore Carlo V d’Asburgo a Bisignano. Ospite di Pietrantonio Sanseverino principe di Bisignano nel 1535, Carlo V fu qui accolto con festeggiamenti regali, battute di caccia e tornei cavallereschi. In segno di riconoscenza per l’accoglienza ricevuta, Carlo V insignì il principe, alla presenza della corte di Napoli, del Toson d’Oro, la massima onorificenza della corona spagnola. Il Palio vede in gara gli otto rioni del borgo. Dopo il tradizionale corteo storico in costumi rinascimentali - che rappresenta il preludio ai festeggiamenti in quanto rievoca la presa di possesso della città da parte di Giuseppe Leopoldo Sanseverino -, il clou della rievocazione è rappresentato dalla famosa giostra cavalleresca, ispirata alla famiglia dei Principi di Sanseverino, una delle più illustri e potenti dell’antico Regno di Napoli, che a Bisignano ebbe uno dei suoi feudi più importanti.

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