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e-borghi travel 21, Gennaio-Febbraio 2021: Posta, cuore della Salaria dall’animo tradizionale

Lungo il corso del fiume Velino, percorrendo la via Salaria e godendo della vista del Terminillo, si giunge nel paese di Posta. La sua storia è riconducibile – come molti dei comuni della zona – all’epoca romana, ma la sua anima è sicuramente medievale. Le origini raccontano del feudo di Machilone distrutto dagli aquilani e ricostruito da coloro che erano sopravvissuti alla furia dei nemici. Si trattava di un crocevia importante, era l’appostamento delle tasse. E così, dalla storpiatura dialettale ‘apposta’, sarebbe poi derivato il nome di Posta. Che questa località avesse una rilevanza a livello commerciale lo dimostra anche un’importante opera, la Porta della Gabella. Era l’ingresso principale, quello dove ci si fermava per pagare i dazi. Il recente restauro dell’opera, che risale al 1577, ha riportato alla luce un affresco che raffigura i santi patroni di Posta oltre a un secondo capolavoro che riporta l’ammontare del pedaggio da pagare a seconda delle merci trasportate. Una fotografia che racconta l’animo commerciale vivo secoli addietro.

Posta, nel cuore della via Salaria

La montagna più aspra non ha fermato l’ingegno umano. Quando i romani costruirono la via Salaria non si fecero intimorire dalle difficoltà del severo Appennino e trovarono un modo per superarne il varco. Soluzioni ingegneristiche che ancora oggi ci consentono appunto di godere di questa via e che ci donano una serie di resti, oggetto di stupore e meraviglia. Posta custodisce una curiosità, una pietra miliare decisamente particolare. Si tratta, infatti, del cosiddetto Miglio, una pietra miliare romana di oltre due metri volta a indicare il 69esimo miglio da Roma, la metà esatta dell’intero percorso che si conclude nell’odierna Porto d’Ascoli. Proseguendo, ci s’imbatte anche in una vistosa parete nota come Masso dell’Orso. Scolpita a mano, presenta una nicchia che forse ospitava la statua di una divinità e uno spazio che probabilmente illo tempore era destinato a una lapide che commemorava i lavori di manutenzione della via. Alcuni frammenti si trovano anche sotto il cimitero del borgo, in prossimità della chiesa di San Felice.

Eventi e ricorrenze da non perdere

Posta vanta una serie di tradizioni che si raccontano attraverso l’arte culinaria e gli eventi. Due sono le ricorrenze principali, quella della frazione Bacugno dedicata alla Madonna della Neve il 5 agosto e quella di Sant’Antonio Abate del 17 gennaio. La prima ha una serie di usanze legate al paganesimo e al cristianesimo, la sua unicità è in ciò che accade la mattina della festa quando un toro ossequioso s’inginocchia per tre volte sotto la statua della Vergine. Non mancano gli attimi goliardici come il lancio dei ciammelletti, dolci tipici del luogo. A gennaio invece, per omaggiare il protettore degli animali, si accende un falò per tre sere consecutive fino al momento clou della domenica quando Posta viene attraversata da cavalli che trainano la ‘stanga’, un tronco d’albero che ricorda come nel XIX secolo i frati della confraternita di Sant’Antonio usassero vendere la legna per avere il denaro necessario per il mantenimento della chiesa. Contemporaneamente ci si rifocilla con polenta, fagioli e salsiccia, proprio come dei veri boscaioli affaticati!

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