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e-borghi travel 24, Maggio 2021: Tremezzina, divina bellezza

Tremezzina, dove è sempre primavera

Declivi ammantati di boschi che sembrano sfiorare le nuvole, borghi pittoreschi che si specchiano nell’acqua, ville e palazzi settecenteschi dove rivivere le atmosfere della Belle Époque. Ma anche santuari sopraelevati e scorci naturali sorprendentemente incantevoli. Tremezzina è tutto questo, un lembo di terra sulla sponda occidentale del Lario punteggiato da borghi unici come Ossuccio, Lenno, Mezzegra e Tremezzo, dal 2014 riuniti in un unico comune. Un paesaggio di rara bellezza conosciuto fin dal Medioevo come luogo di eterna primavera, dove un clima straordinariamente mite fa crescere ulivi, viti e limoni. Profumi mediterranei che si fondono con le fragranze delle azalee e delle ortensie che fioriscono con la bella stagione offrendosi al visitatore in tutta la loro magnificenza. Un paesaggio da cartolina che ha ispirato artisti e poeti fin dal Settecento, quando quest'angolo di paradiso era la tappa obbligata di quel Grand Tour italiano considerato indispensabile coronamento di un'educazione raffinata.

Greenway, la via verde del Lago di Como

Da percorrere a piedi o in bicicletta. A ritmo lento o di gran carriera, la Greenway è un percorso di dieci chilometri che attraversa i borghi di Colonno, Sala Comacina, Ossuccio, Lenno, Mezzegra, Tremezzo e Griante, coincidendo in parte con il tracciato dell’antica Via Regina, in parte con i tratti pedonali lungo lago alternativi alla via statale. Una passeggiata dolce e alla portata di tutti che racchiude oltre settanta punti di interesse tra ville e giardini, chiese romaniche e barocche, ma anche monasteri e reperti di epoca romana. Una ricchezza messa in rete grazie al progetto Artway, nato per fornire ai turisti una guida che si attiva automaticamente di fronte alle attrazioni. Da apprezzare ritagliandosi qualche momento di relax negli incantevoli ristoranti pieds dans l’eau, dove è possibile assaporare le prelibatezze della cucina locale: dal pesce di lago al sublime olio di oliva. Ma anche salumi, formaggi e vini ottenuti dai vitigni che da qualche anno stanno tornando agli antichi splendori.

Ossuccio, porta d'accesso al Sacro Monte

Ossuccio è un borgo contornato dalla rigogliosa vegetazione mediterranea e dagli ulivi, su cui svetta il celebre campanile di Santa Maria Maddalena, riconosciuto come uno dei simboli di questo angolo del Lario. A renderlo famoso, la sua cella campanaria con bassorilievi in terracotta che fu costruita fra il XIV e il XV secolo, sopraelevando la torre romanica esistente. Chi però visita il borgo non può fare a meno di raggiungere il Sacro Monte di Ossuccio, dal 2003 Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco insieme agli altri otto Sacri Monti della Lombardia e del Piemonte. Un complesso di quattordici cappelle rappresentanti i Misteri del Rosario, realizzate fra il 1635 e il 1710 lungo un percorso ascensionale che culmina nel Santuario della Beata Vergine del Soccorso. Una chiesa costruita su un terreno impervio e di selvaggia bellezza, a poco più di quattrocento metri sul livello del mare, proprio di fronte all’incantevole Isola Comacina.

Isola Comacina, rifugio di artisti

Verdissima e dall'aspetto romantico, l’Isola Comacina sembra la chioma di un gigantesco albero riaffiorato dalle acque del lago. Si tratta dell’unica isola del Lario, famosa per la sua natura lussureggiante, ma anche per le interessanti testimonianze archeologiche dell’Alto Medioevo che vi si trovano. Nel 1919 fu ceduta per testamento al re del Belgio e da questi donata al governo italiano finendo poi sotto la responsabilità dell’Accademia di Brera, che oggi ha il compito di tutelarne il patrimonio archeologico e paesaggistico. Con l’idea di rendere la Comacina un pulsante centro d’arte, nel 1939 il famoso architetto Pietro Lingeri progettò tre case in stile razionalista utilizzate ancora oggi per brevi soggiorni estivi da artisti italiani e stranieri. L’isola è accessibile via lago con imbarco a Ossuccio e ogni anno, la domenica più vicina al 24 giugno, vi si svolge la tradizionale festa di San Giovanni, con solenne processione di barche e tradizionale spettacolo pirotecnico sull'acqua.

Lenno e Mezzegra, idilliache visioni

Lenno lega il suo nome a una delle più scenografiche dimore del Lario: Villa del Balbianello, tesoro architettonico settecentesco lasciato in eredità al Fai dal suo ultimo proprietario: il conte ed esploratore Guido Monzino che in questa dimora conservò e ordinò con gusto tutti i ricordi della sua vita avventurosa: dai libri raccolti nella ricchissima biblioteca ai cimeli dell’affascinante Museo delle Spedizioni. Per la bellezza della sua architettura e per i suoi scorci idilliaci la villa è stata immortalata in film celeberrimi come “007 Casino Royale” e "Star Wars, l'attacco dei cloni". E oggi, oltre a essere un museo, è anche una location di eventi culturali, tra cui il famoso LacMus-Festival, rassegna musicale che si tiene tra fine giugno e inizio luglio. Un’altra vista impareggiabile sul centro lago è quella che si gode da Mezzegra. Il borgo è famoso perché vi fu fucilato Mussolini, ma merita una visita per la magnifica volta affrescata della parrocchiale di Sant’Abbondio, la Casa dei Presepi e la suggestiva frazione di Bonzanigo. 

Tremezzo, ineffabile eleganza

La splendida chiesa di San Lorenzo, il Parco Teresio Olivelli con la sua scalinata monumentale, la magnifica Villa Carlotta e poi ancora Villa Mainona e l’interessante Museo del Paesaggio del Lago di Como. Con la sua eleganza inimitabile Tremezzo è l’unico centro del comasco a far parte dell’esclusivo club dei Borghi più Belli d’Italia. Sviluppatosi all’origine come villaggio di pescatori tra la Via Regina e le pendici del Monte Crocione, oggi Tremezzo è noto come il borgo dei giardini, dei palazzi e delle ville dall’architettura neoclassica affacciate sul lago. Nel 1931 è diventato la cornice di un film con Greta Garbo, Grand Hotel, in cui la divina citava Tremezzo come meta felice e soleggiata. Oggi è una delle destinazioni dove star internazionali, calciatori e influencer amano rifugiarsi. Anche per apprezzare la ricca cucina del borgo che ha per protagonista il pesce di lago e vanta piatti come il risotto al pesce persico o il missoltino, detto misulten, agone essiccato e poi servito come antipasto insieme alla polenta.

Villa Carlotta, giardino e tempio dell’arte

Villa Carlotta è un edificio imponente, sobrio ed elegante che sorge all’estremità settentrionale del borgo di Tremezzo. Con la sua mole bianca e l’orologio al centro che sembra ricordare che il tempo non può scalfirne il fascino, fu costruita per volere del marchese Giorgio Clerici. Fu però il secondo proprietario, Gian Battista Sommariva, politico illustre e collezionista d’arte, a impreziosire la dimora con le opere di artisti quali Canova, Thorvaldsen, Hayez che oggi fanno della villa uno dei templi dell’arte ottocentesca, ma anche la cornice perfetta di mostre ed eventi, oggi ancora online, ma pronti a ripartire dal vivo. Il periodo dell’anno più adatto per visitare Villa Carlotta è senza dubbio la primavera, quando nei giardini terrazzati che ospitano oltre cinquecento specie di piante, esplode la fioritura, una delle più imponenti d’Europa, delle azalee e dei rododendri. Uno spettacolo impareggiabile che è possibile ammirare fino alla fine di maggio.

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