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e-borghi travel 25, Giugno 2021: Canyon, la forza della natura

Tracce di storia, erosioni millenarie, la dirompenza dell’acqua. È il brivido dei canyon, uno spettacolo della natura che con i suoi echi e gli ambienti deserti dona suggestioni uniche. Non serve andare oltreoceano per ammirare gole, orridi e cascate: l’Italia, infatti, cela preziose sorprese scavate nella roccia. Per esempio, non ci sarebbe da meravigliarsi se ci si dovesse trovare davanti ai resti di una conchiglia pur essendo ben distanti dalla costa. Sono delle gemme da inserire senza esitazione nella propria bucket list, alcune poco conosciute, altre addirittura off-path. Il canyoning, inoltre, è un trend che negli ultimi anni ha preso sempre più piede e praticarlo a chilometro zero può rappresentare un punto di vista diverso da cui guardare il nostro territorio. Da nord a sud, il Belpaese si può vivere in veste da esploratore, una vacanza più che attiva, di cui adrenalina e stupore sono gli ingredienti. Come attraversare un canyon? Come vi piace: a piedi, in canoa o, laddove si può, perfino a cavallo.

Canyon Rio Sass, bellezza selvaggia

La potenza dell’acqua, un’energia che non si ferma e che disegna uno dei luoghi più scenografici della Val di Non. Siamo in Trentino, nella nota valle delle mele, dove la roccia che vive di pura magia è quella del Canyon Rio Sass. Raggiungibile da tutta Italia, è una destinazione imperdibile anche per chi abita nella regione. Un ventaglio di esperienze e attività - garanti di emozioni forti – per fare innamorare i viaggiatori che qui possono esplorare il canyon grazie a passerelle e scalette ammirando acque vorticose, cascate, fossili, stalattiti, stalagmiti e una ricchissima flora composta da alghe rosse e verdi, muschi e felci. Durante la visita – che contempla un dislivello di 145 metri, 1.200 gradini e la distanza fra le due pareti che varia da un minimo di 25 centimetri a circa trenta metri - ci si muove tra zone di buio e improvvisi giochi di luce, con frequenti riflessi sulle insolite formazioni calcaree. Un’atmosfera intrigante, ogni volta con sfumature e avventure diverse.

Gole del Sagittario, il color smeraldo che non si dimentica

Una riserva naturale regionale intrisa dei colori e dei profumi della vegetazione. Pare che al fascino delle Gole del Sagittario, site nella riserva omonima nel basso Abruzzo, non abbia resistito nemmeno Maurits Cornelis Escher, il celebre incisore olandese. E a restarne sedotti furono anche i viaggiatori inglesi Edward Lear e Richard Craven che, nel corso dell’Ottocento, ne scrissero descrivendole come un ambiente “pauroso e bello”. Il borgo più vicino dal quale partire è Anversa degli Abruzzi, da lì si può dare il via a un’avventurosa giornata a base di trekking o a una piacevole passeggiata. Tanti i sentieri all’interno della riserva, percorsi a volte tortuosi ma pronti a lasciare a bocca aperta per le inattese bellezze. Ci si può imbattere addirittura in fossili marini, testimonianza di lontane ere geologiche. O ancora, ci si può perdere contemplando la flora rigogliosa e perché no, concedersi un break sulle sponde del Lago di San Domenico. Dimenticare il color smeraldo dei corsi d’acqua di questo canyon è impossibile. Resta nel cuore.

Canyon Gorropu, profonda Sardegna

Con i suoi oltre cinquecento metri di altezza e una larghezza che varia dai quattro metri nei punti più stretti per raggiungere alcune decine in altri, è considerato il canyon più profondo d'Italia ed è fra i più spettacolari d'Europa. Ubicato nel Supramonte, demarca il confine tra i comuni di Orgosolo e Urzulei e a incantare i visitatori non è soltanto il paesaggio ma anche la biodiversità dovuta ai forti sbalzi termici. E così si possono osservare piante e animali rarissimi, alcuni purtroppo a rischio di estinzione. E il Canyon Gorropu non delude nemmeno gli appassionati di storia e archeologia: sono numerosi, infatti, i nuraghi presenti, senza contare che la stessa struttura della gola veniva sfruttata in passato come arma di difesa con alte mura che cingevano i villaggi. Gli escursionisti più esperti non si tireranno indietro davanti al sentiero “Sedda ar Baccas – Gorropu”, da affrontare con il giusto equipaggiamento e una guida. Per chi invece preferisse alternative più semplici, vi è modo di percorrere strade con minor dislivello ma che consentono parimenti di godere di scorci mozzafiato.

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