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e-borghi travel 26, Luglio 2021: Zungoli, favola irpina

Zungoli è uno splendido borgo di confine. Baluardo campano a due passi dalla Puglia, è terra d’Irpinia ed è situato a oltre 650 metri di altitudine, è appoggiato su un poggio tufaceo ed è posto di fronte al Monte Molara. E’ il tipico borgo irpino, dal centro storico caratterizzato da vicoli acciottolati - che spesso finiscono per arrampicarsi sulla collina formando singolari scalinate di pietra - e dalle abitazioni rupestri, autentiche grotte di tufo, ambienti scavati all’interno della massa arenaria del sottosuolo del suo centro urbano, con tetto a capanna e disposte su tre livelli, un tempo usate come casa e stalla, e oggi, in parte, come grotte di essicazione di formaggi e salumi.  Inserito nel club dei Borghi più belli d’Italia e unica Bandiera Arancione del Tci della provincia di Avellino, Zungoli è centro di storia e cultura, dove l’abitato si mescola alla bellezza del paesaggio circostante, dove le tipiche architetture montane sorgono sullo sfondo degli incantevoli scenari dell’Appennino.

Dai Romani ai Borbone

Probabilmente abitato fin dall’epoca anteriore all’età del ferro e del bronzo, monete, lapidi e altri oggetti ne testimoniano sicuramente l’esistenza già ai tempi dei Romani. Collegato alle importanti strade romane Appia e Traiana, unite dalla Via Herculea e dall’Herdonitana, e attraversata dalle vie della transumanza, Zungoli deve molto della sua evoluzione storica e del suo sviluppo socio-economico alle importanti vie di comunicazione che l’hanno attraversata e la attraversano ancora. E’ all’anno Mille che risale la formazione vera e propria del borgo, che portò le genti sparse nelle campagne a concentrarsi nell’abitato difeso dalle mura e dal castello. Conquistato poi dai Normanni, che trasformarono la torre in rocca, Zungoli passò poi agli Svevi, ospitando Federico II nel 1244. Seguì la dominazione Angioina, periodo in cui i paesi della baronia, tra cui Zungoli, subirono devastazioni e saccheggi a opera dei briganti, per diventare poi, tra il 1442 e il 1500, Aragonese, e passare successivamente ai Borbone.

Sapori contadini

Storia, arte, natura e ospitalità. Sono questi alcuni dei punti forti di Zungoli, borgo dal particolare fascino. L’ospitalità dei suoi abitanti è un valore che ha radici profonde e che si rinnova e si traduce anche attraverso la ricca gastronomia locale. Gastronomia, quella di questo borgo arroccato nel cuore dell’Irpinia, profondamente legata al fenomeno della transumanza e ai riti a essa legati. E’ la pasta fresca a dominare la tavola locale, raccontata dalle cento ricette conservate in una pubblicazione di Concettina Leone, dove, in prevalenza, si parla di pasta fatta a mano.  In particolare vanno ricordati i fusilli, i tagliolini, le orecchiette, i “maccarune cu lufierre, i maccarune tagliati, i maccarune n’giotte e fagioli, i cavaiuoli, i maltagliati con bietola. La “pizza a luchinche”, “lu sammucchie”, “vruoccule e cicatielle”, pane cotto e broccoli, cicoria con fagioli e piede di maiale, zuppa di lumachine e altre svariate ricette tradizionali, alle quali si uniscono le polente e le trippe, la zucca secca con peperoni cruschi e i peperoni con patate e uova. Ci sono poi le ricche e succulente pietanze preparate con le carni provenienti dagli allevamenti locali, carni d’agnello, coniglio, maiale e pollo. Ottimo anche l’assortimento di formaggi, con, tra gli altri, il caciocavallo podolico, e di salumi, con il capicollo (Pat), salsicce, prosciutti e soppressate, e poi l’olio, l’ottimo olio Ravece, dalle particolari caratteristiche organolettiche, prodotto in paese.

Terra d’eventi

Ricchissimo il cartellone degli eventi zungolesi nel corso dell’anno. Si parte alla fine di aprile con la Festa della SS. Incoronata presso il convento di San Francesco, per proseguire con la “Notte Romantica” a fine giugno, nel centro storico. A fine luglio è tempo della “Festa di S. Anna e del Grano”, mentre tra metà luglio e metà agosto, sempre nel centro storico, è tempo dell’“Estate Zungolese, porte aperte nel borgo”. Tra agosto e settembre è poi tempo del Premio Werner Bischof, la biennale nazionale di fotografia, e sempre a settembre ci sono eventi legati alla transumanza del regio tratturo Pescasseroli-Candela, mentre a ottobre si festeggia uno dei tesori del borgo, l’olio, con il “Ravece Food Festival”. Poi è la volta di dicembre, con la Festa della SS. Immacolata, i Mercatini di Natale - tra l’8 dicembre e il 6 di gennaio -, e le Grotte di Babbo Natale, nel centro storico, nell’ultima decade del mese.   

Chiese e grotte

E’ bello lasciarsi trascinare dalla curiosità ed esplorare il centro storico di Zungoli. Chiese e palazzi nobiliari impreziosiscono diversi scorci del centro. Dalla chiesa Madre di Santa Maria Assunta, che conserva un interessante fonte battesimale, dipinti e statue lignee, alla chiesa di San Nicola, un tempo con un organo a cinque quadri, dalla chiesa privata di Santa Maria di Costantinopoli, abbandonata dai Padri Servi di Maria a causa della peste nel 1656, che conserva una statua della Madonna di Costantinopoli, alla chiesa del Convento di S. Francesco, a navata unica, santuario della Madonna dell’Incoronata, venerata dalle comunità territoriali e dai pastori, in particolare per essere la protettrice dei tratturi e della stessa transumanza, oltre che dei migranti, sede della tradizionale festa di fine aprile, che segna l’inizio della transumanza, prima fermata del percorso di 211 chilometri da Candela verso Pescasseroli. Sempre Zungoli, il primo sabato di settembre, è l’ultima fermata sulla strada del ritorno da Pescasseroli prima dell’arrivo a Candela. L’intero borgo è un tripudio di tesori architettonici, con le singolari case pontili, abitazioni caratterizzate da un passaggio pubblico al piano inferiore, con volte a botte o a crociera, con le caratteristiche grotte preromane nel sottosuolo tufaceo, ambienti scavati all’interno dell’arenaria che caratterizzano il sottosuolo del borgo. A questi si aggiungono la torre li Pizzi, di epoca normanna, e quella delle Ciàvole.

Architetture normanne

Quelle che un tempo erano le antiche mura della seconda espansione urbana di Zungoli - che negli anni sono state trasformate e adibite ad abitazioni - riportano al passato, a quando la cinta muraria era collegata da torri. Alle mura si unisce l’elemento caratterizzante l’abitato, il castello normanno, costruito nella seconda metà dell’XI secolo con la finalità di proteggere il territorio dagli attacchi delle truppe bizantine. Fornito fino all’epoca aragonese di quattro torri cilindriche situate agli angoli della struttura e corrispondenti ai quattro punti cardinali, nel XVI secolo fu trasformato dai Loffredo in residenza nobiliare. Nel 1825 fu poi acquistato dalla famiglia Susanna, i marchesi di Sant’Eligio. Una volta varcato il portone d’ingresso, si attraversa l’androne e si accede al cortile interno pavimentato con acciottolato, e si apprezza, sotto la volta a botte, lo stemma dipinto della famiglia Susanna, uno scudo che racchiude una quercia su cui è posata una colomba con ramoscello di ulivo, tre stelle e la corona marchesale.

Orizzonti futuri

A un ricco passato Zungoli unisce un vivace presente e un promettente futuro. Borgo della Transumanza della Campania, Città dell’Olio Ravece, Borgo dell’Associazione Europea delle Vie Francigene, Zungoli è anche capofila dei Borghi di Rete, associazione di 39 comuni della provincia di Avellino con cui condivide progetti turistici di tipo tematico, territoriali e ambientali, enogastronomici e soprattutto progetti di sperimentazione agricola regionale dei “grani antichi” e della Canapa. Zungoli è anche attraversato dal “Regio Tratturo Pescasseroli-Candela”, Patrimonio Unesco dal 2019, autentico tesoro locale interessato dal progetto interregionale ed europeo delle ciclovie. Una grande strada verde che attraversa l’Europa e l’Appennino, per la quale è in atto uno straordinario progetto di recupero e valorizzazione, via di comunicazione che dall’Abruzzo alla Puglia, passando dal Molise e dalla Campania, ha segnato la storia di valli, borghi e popoli, al quale si unisce il Parco Urbano intercomunale della Baronia, con un progetto di 180 chilometri di sentieri, dei quali quaranta già realizzati da Zungoli, Vallesaccarda, Trevico e Scampitella, e altri in corso, area di notevole valore ambientale e paesaggistico. Tutti luoghi che fanno parte delle terre incontaminate d’Irpinia, definiti anche i luoghi del “benessere”, benessere provato e certificato dalla particolare longevità delle genti di questa parte del sud Italia.

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