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e-borghi travel 3, Parchi e borghi: Gran Paradiso… terrestre

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La storia del Parco Nazionale del Gran Paradiso s’intreccia con quella dei Savoia. Nel 1856, re Vittorio Emanuele II dichiarò tale territorio “Riserva Reale di Caccia” - la cui superficie era più ampia di quella dell’attuale parco nazionale - e salvò l’estinzione dello stambecco. Lo stesso mammifero che oggi appare sul simbolo del più antico parco nazionale d’Italia - istituito nel 1922 con decreto firmato dall’allora re Vittorio Emanuele III - e che prende il nome dal massiccio montuoso situato nel suo cuore. Con l’istituzione della riserva reale, le valli si arricchirono di una fitta rete di mulattiere selciate, realizzate per collegare borghi e case di caccia e per consentire al re e al suo seguito di spostarsi comodamente a cavallo nella riserva, percorsi che ancora oggi disegnano il parco. Valli, ghiacciai, boschi, torrenti, laghi, cascate, prati e borghi compongono lo straordinario mosaico di questo angolo di Alpi, fortemente caratterizzato dall’unico massiccio montuoso di oltre 4mila metri d’altitudine interamente in territorio italiano.
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