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e-borghi travel 3, Parchi e borghi: Civitella Alfedena

Civitella Alfedena è terra di lupi e linci. Borgo medievale del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, sorge nel cuore di una delle zone più ricche di fauna d’Italia, a oltre mille metri di altitudine. Quando si giunge a Civitella, bandiera arancione del TCI, si viene colpiti dall’armonia che lega l’abitato, dall’architettura tipicamente medievale, con lo straordinario patrimonio ambientale in cui è immerso. Attivo centro turistico a una manciata di chilometri dagli impianti sciistici del valico di Passo Godi e di Pescasseroli, a tre chilometri dal lago di Barrea - bacino artificiale sul quale si affaccia anche il pittoresco borgo di Villetta Barrea - e a sette dalla Riserva Naturale della Camosciara, con la foresta patrimonio Unesco, Civitella è nel cuore dei Monti Marsicani, gruppo montuoso dall’aspra e articolata orografia, caratterizzato da un ambiente naturale particolarmente selvaggio ma ben preservato, dove le estese foreste di faggi sono popolate da animali selvatici tra cui il celebre orso marsicano, il camoscio d’Abruzzo e il lupo appenninico.

Atmosfere medievali

E’ lungo l’antico tratturo che collegava Pescasseroli a Candela che sorge il paese di Civitella Alfedena, dal borgo antico situato strategicamente nella zona alta dell’abitato che conserva la tipica struttura degli insediamenti medievali appenninici. Dalle case addossate le une alle altre, il nucleo antico del borgo propone stretti e tortuosi vicoli e edifici storici risalenti al ‘600 e al ‘700, una torre medievale di forma cilindrica risalente al 1400, il più antico edificio di Civitella, e la chiesa di San Nicola di Bari, monumento nazionale risalente al XVII secolo, dal nome che è segno evidente del legame con la terra di Puglia, meta dei pastori transumanti, dall’interno in stile barocco con abside e navata centrale decorati con dipinti a olio. Tra le principali emergenze architettoniche del borgo antico vi sono anche il Santuario di Santa Lucia, la Fonte, antico lavatoio pubblico, e la Saettèra, costruzione cinquecentesca sita in posizione strategica con vista sulla vallata usata a difesa del borgo contro i briganti; attraverso le sue strette feritoie si potevano infatti usare le “saette”, archi per frecce o fucili.

Capoluogo dei Safini

Già esistente in epoca romana, Civitella era, con ogni probabilità, l’antica cittadella di Alfedena, importante capoluogo dei Safini, i Sanniti che popolavano questa zona d’Abruzzo. L’originario insediamento andò distrutto durante le devastanti invasioni barbariche e i suoi abitanti trovarono rifugio inizialmente in ripari di fortuna per poi, col tempo, trasferirsi nei centri abitati che iniziavano ad organizzarsi ad opera dei Benedettini. L’attuale struttura del paese trae dunque la sua origine dal medioevo. Il centro abitato conserva infatti i caratteri tipici del borgo appenninico di quell’epoca, con gli edifici a formare una vera e propria “muraglia di difesa” non solo contro gli attacchi nemici ma anche contro il freddo di quest’angolo di Italia centrale. Fu attorno all’antica torre del ‘400, ancora oggi abitata, prima fortificazione sorta nel nuovo insediamento di Civitella dopo la distruzione della roccaforte safina, che andò a svilupparsi quello che oggi è il bel borgo di Civitella Alfedena.

Formaggi e scrupelle

E’ la tipica gastronomia dell’Abruzzo montano quella di Civitella, dove i prodotti tipici locali si uniscono alle vecchie ricette locali fedeli alla tradizione. Dalla pasta all’uovo fatta a mano, tra cui le chitarre alla pecoraia, agli ottimi secondi di carne come l’arrosto misto cotto sulla brace di legna fino alla più rara zuppa di orapi, gli spinaci selvatici, e fagioli, e gli gnocchetti preparati con acqua, farina. Legati alla tradizione pastorale e alla transumanza sono i formaggi e la ricotta; il pecorino e la ricotta di pecora, il caciocavallo di mucca e la Marzollina, un raro formaggio caprino, sono alcune delle eccellenze locali alle quali si unisce il miele millefiori. Poi ci sono i dolci alle mandorle e il Ratafià, il liquore a base di ciliegie, amarene o mele cotogne. A celebrazione della tradizione gastronomica locale, ogni anno, in agosto, si tiene a Civitella la sagra della “scrupella”, il dolce fritto a base di pasta lievitata con uova, farina, semi di anice, sale e pepe, preparato dalle donne del paese e simboleggiante l’abbondanza.

Safari fotografici

Ai piedi degli imponenti gruppi montuosi come i Monti Meta, Godi, Greco e Marsicano, Civitella è terra di foreste tra le più suggestive della catena appenninica. Tra i tesori di quest’angolo d’Abruzzo vi sono il pittoresco lago di Barrea, la suggestiva Val di Rose, la valle Jannanghera e la più grande Riserva Naturale Integrale d’Italia “Camosciara - Feudo Intramonti”, rifugio di una grande varietà di flora e fauna un tempo presenti su buona parte delle montagne e vallate italiane. Civitella è affascinante meta escursionistica, dove alla magia dei boschi, vivacemente colorati d’autunno o ammantati di neve, impongono un safari fotografico nel regno del camoscio, sulle tracce dell’orso o tra l’ululato di un branco di lupi. Emozioni che Civitella sa regalare durante una qualsiasi escursione che parta dal paese. Addentrarsi a piedi con la classica escursione o il trekking, con il cicloturismo o in mountain bike, con le ciaspole o gli sci ai piedi, con il cavallo o il mulo, con la canoa o il kayak, alla scoperta di boschi e vallate o di un’insolita visuale dell’acqua, sono le tante alternative che questo borgo propone a chi ne scelga la bellezza per una vacanza o un breve soggiorno.

La lince e il lupo

A celebrazione dello straordinario tesoro faunistico di questa terra c’è il museo del lupo. Con sede in una ex stalla nei pressi del centro di visita del Parco nazionale d’Abruzzo, propone una vasta raccolta di documenti sul lupo appenninico e sulle sue abitudini di vita, oltre a uno scheletro ricostruito, un lupo imbalsamato e il diorama di una tana con finti lupi. Terra di lupi ma anche di linci, Civitella regala un importante spazio a entrambi con due aree faunistiche, quella per il lupo appenninico e per la lince europea, oltre a proporre un ricchissimo patrimonio floro-faunistico tra aceri, frassini, faggi e salici bianchi, noccioli e saliconi, ginepri, rose canine e biancospini, viole, orchidee, ranuncoli, sassifraghe, genziane e genzianelle e tanti animali tra cui lupi, linci, orsi, caprioli, cervi, camosci e aquile, espressione di una natura che in questo angolo delle terre aquilane diventa spettacolo, emozione e scoperta continua in un contesto che in Italia ha pochi eguali.

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