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e-borghi travel 33, Marzo 2022: Parco Naturale del Monte Fenera, tra boschi e caverne

E’ sui comuni di Boca, Borgosesia, Cavallirio, Grignasco, Prato Sesia e Valduggia, a cavallo tra le terre di Vercelli e Novara, che si distende il Parco Naturale del Monte Fenera, area protetta della superficie di quasi 3mila e quattrocento ettari, situata sulle alture della bassa Valsesia. Cuore del parco è il Monte Fenera, dell’altezza di 899 metri, autentico microcosmo che ospita specie animali di grande interesse - come il picchio muraiolo e il falco pellegrino - e dove, nel 1994, la rara cicogna nera ha nidificato per la prima volta in Italia. Di grande interesse per i suoi aspetti geologici, il Monte Fenera propone, sui versanti occidentali, numerose grotte di grande valore paleontologico e archeologico, dove sono stati trovati segni della presenza dell’uomo di Neanderthal e dell’Orso delle Caverne, estintosi 20mila anni fa. In gran parte rivestito di boschi di castagni - ai quali si uniscono frassini, farnie, roveri e cerri - il parco presenta numerosi ambienti che ospitano, oltre all’avifauna, anche mammiferi come il cinghiale e il capriolo e rettili come il ramarro, il biacco e la vipera comune, spesso prede del biancone - il grande rapace del parco - della poiana e del nibbio bruno.

Acqua e pietra

Sito che ha sempre alimentato la passione di naturalisti ed escursionisti, il Parco Naturale del Monte Fenera è percorribile a piedi lungo i suoi sentieri e in bicicletta sulle piste ciclabili, in uno scenario caratterizzato dal fenomeno del carsismo e che vede il parco ricco di grotte. Tra gli itinerari di scoperta c’è il percorso “d’acqua e di pietra”: dalla sede del parco il sentiero sale lungo una ripida mulattiera chiamata “la strada dei buoi” contraddistinta da un fitto sottobosco di pungitopo. Lungo il percorso s’incontra la chiesa protoromanica di San Quirico, dalla quale si prosegue fino alla cava di Cote, area di estrazione del calcare dolomitico tipico della zona.

Imperdibile, per tutti gli amanti di archeologia e paleontologia, il Museo Carlo Conti di Borgosesia, dedicato all’Ispettore Onorario della Soprintendenza Archeologica del Piemonte, le cui pubblicazioni scientifiche, frutto delle sue ricerche, costituiscono le basi per la conoscenza dell’archeologia valsesiana. Il percorso espositivo valorizza la fauna pleistocenica ritrovata nelle caverne del Fenera, tracce della presenza dell’uomo di Neanderthal, testimonianze della cultura dei vasi a bocca quadrata, poi resti ceramici, punte di freccia e lame.

Arte e vigne

Ai boschi e alle grotte, il Parco Naturale del Monte Fenera contrappone le vigne; il territorio comunale di Boca e parte dei comuni di Grignasco, Prato Sesia, Cavallirio e Maggiora sono terre di produzione del Boca Doc, vino dal colore rosso rubino brillante, dal gradevole profumo di mammola e dal sapore con retrogusto di melagrana. Per gli amanti dei paesaggi vitati c’è la strada della Traversagna tra Boca a Grignasco, con la possibilità, deviando da essa, di salire fino ai 680 metri del Motto della Capretta, notevole punto panoramico sul Monte Rosa, il Monviso e la pianura. Arte e tesori architettonici completano il ricco mosaico del parco a cavallo tra il vercellese e il novarese. Interessante è l’itinerario del Cinquecento e del Barocco con, tra gli altri, la chiesa parrocchiale di Grignasco e la cappella di S. Antonio a Casa Negri. A questo si aggiunge l’itinerario di architettura antonelliana e del tardo Neoclassicismo; il santuario del Santissimo Crocifisso di Boca ne è l’espressione più importante, con il suo edificio maestoso scaturito dal progetto dell’allora giovane architetto. Il santuario è punto di partenza di numerosi itinerari escursionistici alla scoperta del Monte Lovagone, della Croce del Teso e dell’area viticola del Boca.

Di Luca Sartori

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