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e-borghi travel 33, Marzo 2022: Immergersi nella natura delle Aree Protette del Ticino e Lago Maggiore

È una natura tutta da vivere, quella delle Aree Protette del Ticino e del Lago Maggiore, con oltre venti oasi di verde incastonate nel nord-est del Piemonte. Sentieri e piste ciclabili, siti archeologici, patrimoni storici e culturali si fanno scoprire in itinerari ideali che attraversano un territorio variegato e punteggiato da più di sessanta comuni posti lungo la riva piemontese del bel lago subalpino e del suo unico emissario. Questi luoghi sono preziosi anche per la loro ricca biodiversità e l’Ente di Gestione delle Aree Protette del Ticino e del Lago Maggiore li tutela con grande attenzione e impegno costante. Nei siti si trovano percorsi ciclo-pedonali, aree attrezzate e parcheggi per poter godere di una natura che è alla portata di tutti, da vivere al meglio in maniera rispettosa e consapevole. Dal Parco Naturale del Ticino alle Aree Protette di Lago Maggiore, Sesia, Baragge e Biellesi andiamo alla scoperta di questi territori incantevoli.

Valle del Ticino, patrimonio mondiale

Segna un lungo tratto tra Piemonte e Lombardia, il Ticino, dopo aver percorso il suo tratto svizzero ed essersi tuffato nel Lago Maggiore. Il Parco Naturale del Ticino piemontese unitamente al Parco Lombardo è l’area protetta fluviale più grande d’Europa e riconosciuta patrimonio mondiale nel circuito Mab-Unesco. Nella sua parte piemontese, quella posta a nord-ovest, tra boschi, prati, cascine e canali, scorre la storia di questo territorio, da visitare anche in alcuni dei suoi centri come Oleggio, che regala scorci medievali con la sua torre dei Bagliotti e anima eventi culturali di differenti tipologie nel suggestivo palazzo Bellini e anche presso il Mulino Vecchio di Bellinzago Novarese e alla villa Picchetta a Cameri (Novara). A Castelletto Ticino si possono visitare reperti archeologici di diverse epoche alla scoperta di scorci dal grande impatto visivo dove si fanno anche incontri curiosi, per esempio quelli con cormorani, gazzette, aironi, germani, conigli, scoiattoli e ricci.

Lago Maggiore tra sport e archeologia

Paesaggi, natura e storia si fondono nelle Aree Protette del Lago Maggiore, territori di grande valore che tra zone umide, antiche torbiere e canneti custodiscono ambienti affascinanti e dalle tante sorprese. Tra le aree protette della zona c’è il Parco dei Lagoni di Mercurago, compreso nell’ambito dei “Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino” e che sono nella lista del Patrimonio mondiale dell’Unesco. Luogo affascinante dove praticare sport all’aria aperta come il trekking, ma dove si può anche andare a cavallo, pedalare, fare running e molto altro in un’ampia varietà di percorsi. Qui si possono incontrare anche sepolture appartenenti alla cultura di Golasecca (età del ferro) e una necropoli romana, mentre numerosi ritrovamenti testimoniano che presso le torbiere (i lagoni) vivevano gli uomini delle palafitte. La Riserva Naturale del Fondo Toce ospita invece un ampio canneto e un importante centro-studi sulle migrazioni dell’avifauna, mentre la Riserva Naturale di Bosco Solivo regala paesaggi unici tra pinete, querceti e castagneti. Si estende tra Arona e Castelletto Ticino la Riserva Naturale dei Canneti di Dormelletto, uno degli ultimi esempi di zona di transizione tra terra ed acqua a vegetazione spontanea, dove si trova il complesso agricolo di villa Tesio, casa madre dello storico allevamento di cavalli purosangue della razza Dormello-Olgiata.

Lago d’Orta con vista

Per ammirare il Lago d’Orta da un punto di vista privilegiato il luogo perfetto è il Colle della Torre di Buccione, nelle vicinanze del Monte Mesma. Il colle, oltre che per il paesaggio compreso, appunto, nella Riserva Naturale del Colle di Buccione, è conosciuto per la sua massiccia torre, unica superstite di un antico complesso fortificato originario del Duecento. Un tempo la torre aveva il compito di allarmare la popolazione in caso di pericolo con la sua campana, il cui ultimo esemplare secentesco si può ammirare nel giardino del Municipio d’Orta. La sua storia si scorge anche attraverso i diversi rimaneggiamenti dei suoi quattro piani, il più recente dei quali è quello dell’ingresso ottocentesco. Nella Riserva Naturale del Monte Mesma, anch’essa con una splendida vista sul Lago d’Orta, si trova invece un convento del Seicento, costruito sui resti di un castello trecentesco. La zona ospita anche reperti di origine celtica e materiale dell’epoca gallica e romano-imperiale, mentre le pendici del monte accolgono boschi di castagno e di quercia.

Aree protette del Sesia, oasi tra le risaie

In un paesaggio dominato dalle risaie, l’oasi naturale del Parco delle Lame del Sesia, che accompagna il fiume per circa otto chilometri, è tutta meandri, specchi d’acqua, boschi e sabbia: un territorio in continua mutazione a seconda della portata del Sesia, che può essere visitato con percorsi attrezzati e autoguidati. Circondata da risaie è anche la Riserva Naturale della Palude di Casalbeltrame, particolarmente interessante per gli amanti del birdwatching. La riserva si trova nei pressi dei comuni di Biandrate, Casalbeltrame e Casalino, tra i fiumi Ticino e Sesia. Tra le Aree Protette del Sesia ci sono anche la Riserva Naturale Speciale della garzaia di Villarboit - situata a ovest del parco, in posizione distaccata - e la garzaia di Carisio, nell’alta pianura vercellese, in prossimità del torrente Elvo. L’area presenta una prevalenza di sedimenti ciottolosi e sabbiosi ed è circondata da una collina morenica, formatasi dal trasporto di detriti, ai piedi della quale sorge il comune di Carisio. Nei suoi boschi si trovano rari ontani e farnie, testimonianza di un bosco antico che doveva essere un tempo molto più esteso.

Ammirando l’infinito dalle Baragge

È un paesaggio semplice e allo stesso tempo incantevole quello che regalano le Baragge, le tipiche lande delle alte pianure biellesi, vercellesi e novaresi. Le Aree Protette sono quelle di Candelo, Rovasenda e Piano Rosa, tutte a tutela di questi ultimi lembi di brughiera che si sono originati da depositi fluvio-glaciali milioni di anni fa, nell’era del Pleistocene. Ambienti del tutto particolari, questi vasti altopiani tra i 150 a 340 metri d’altitudine regalano scorci molto suggestivi e l’emozione, nel loro equilibrio di spazi e forme, di riuscire a estendere lo sguardo fino all’infinito, proprio come accade, per esempio, nella savana africana. Questa magia diventa ancora più intensa quando l’estate cede il passo all’autunno e le Baragge si tingono di distese d’erba dorate che si alternano a macchie rosa, tipiche degli arbusti di brugo.

Inedite scoperte nelle Aree Protette Biellesi

Ha una storia molto particolare la Riserva Naturale della Bessa, considerata la più importante miniera d’oro romana di età Repubblicana. Il viaggiatore che si inoltra tra i cumuli scopre vere e proprie costruzioni realizzate con i ciottoli scartati durante gli scavi alla ricerca dell’oro. Tra la vegetazione si possono scorgere ancora profondi fossati dove le sabbie venivano “lavate” per ricavare il nobile metallo mentre monete, ceramiche, lucerne e altro materiale ritrovato in quelle che probabilmente furono abitazioni sono conservati al Museo Civico di Biella. Nel territorio della città e in quello di Pollone si trova anche il Parco della Burcina “Felice Piacenza”, un giardino storico di metà Ottocento, quinta romantica di piacevoli passeggiate tra il laghetto, i prati contornati dai boschi e una bella vista sulle montagne e sulla pianura che va dal Monviso all’Adamello. Qui lo spettacolo si fa ancora più entusiasmante tra maggio e giugno, quando fiorisce la collezione di rododendri del parco, che comprende piante centenarie e oltre 1.200 esemplari. In diverse strutture, come la cascina Emilia e la Biblioteca della Natura, si svolgono le attività rivolte a grandi e bambini, percorsi di educazione ambientale e allo sviluppo sostenibile, mostre, convegni e molto altro in linea con gli obiettivi dell’Ente di gestione della Regione Piemonte. Infine, la fascia della Spina Verde, sul torrente Elvo, preserva le risorse naturali e culturali di uno dei paesaggi più belli della pianura biellese soprattutto grazie alla preziosa biodiversità della sua flora e della sua fauna.

Di Alessandra Boiardi

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