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e-borghi travel 34, Aprile 2022: Oltreconfine: In mezzo scorre il fiume

È innegabile: città, borghi e villaggi adagiati sulle sponde di un fiume acquistano immediatamente un fascino particolare, un’allure scenografica che solo i corsi d’acqua riescono a regalare. Ma spesso le vie “liquide” non hanno solo una mera funzione estetica, ma diventano vere e proprie arterie di comunicazione, fondamentali per l’economia del territorio circostante e per la sua stessa vita. Al cambiare di latitudini e continenti, i fiumi rimangono uno specchio interessantissimo e pittoresco per scoprire le abitudini dei loro abitanti: basti pensare ai suggestivi bagni purificatori nel fiume sacro per eccellenza, il Gange in India, ai tuffi divertiti dei bambini lungo molti fiumi africani, al bucato colorato delle donne sudamericane, via via fino ai commerci fluviali tipici dell’Asia, alle dimore aristocratiche che spesso punteggiano le anse dei fiumi europei e alle piantagioni infinite che bordano alcuni corsi d’acqua americani. Partiamo allora per un viaggio – fluviale, ça va sans dire – navigando alla scoperta di tre Paesi magici.

Livingston: colori e suoni afro sulle rive del Rio Dulce

Siamo in Guatemala, ma potremmo essere nel cuore dell’Africa nera: Livingston è infatti un pittoresco villaggio dove l’atmosfera caraibica si mescola alle radici afro della maggior parte della popolazione – di etnia Garifuna – dando vita a un melting pot di raro fascino. Alle case in legno dai mille colori sgargianti affacciate su un mare dalle tonalità cristalline, fanno infatti eco i ritmi vivaci e coinvolgenti dei tamburi e delle sfrenate danze locali, così preziosi da essere dichiarati – insieme alla lingua Garifuna – Patrimonio orale e immateriale dell’Umanità dall’Unesco. Ma il fascino di Livingston inizia ancora prima di arrivare: la splendida enclave, infatti, non è raggiungibile via terra, ma solo risalendo il Rio Dulce – ci vogliono circa un paio d’ore dal villaggio omonimo – fino al suo estuario a bordo di scenografiche barche che consentono di ammirare la placida vita che scorre lungo il fiume, punteggiato di palafitte letteralmente immerse in una foltissima giungla e a tratti ricoperto di romantiche ninfee violacee.

Cai Be: l’anima brulicante del Mekong

Spostandoci in Asia, approdiamo sulle rive vietnamite del mitico Mekong – è il settimo fiume più lungo del mondo e nella sua corsa, dall’altopiano del Tibet attraversa Cina, Birmania, Laos, Thailandia, Cambogia e Vietnam – e precisamente a Cai Be, sul suo delta, a un paio di ore da Ho Chi Minh City, l’ex Saigon. L’aria profuma di spezie già di primo mattino e Cai Be brulica di piccole imbarcazioni in legno, sanpan e piroghe condotte da uomini e donne – resi scenografici dall’immancabile cappello a cono di paglia –, che le governano con lunghi remi, attenti a non fare movimenti bruschi che potrebbero far finire in acqua la mercanzia della quale sono stracolme: soprattutto freschissime verdure e frutta colorata, ma anche pesce di fiume appena pescato e fiori sgargianti. È il famoso e imperdibile mercato galleggiante, che prende vita ogni mattina animando sia il corso principale del grande fiume sia i suoi canali secondari. Nel frattempo la vita si risveglia anche nelle case sull’acqua e nel resto della cittadina, che merita una visita anche per scoprirne l’anima multiculturale: nel raggio di un paio di isolati, infatti, si incontrano una chiesa cattolica, un tempio hindu e una pagoda buddista.

Vicksburg: la storia americana è passata di qui

Un altro continente e un altro – chilometrico – fiume iconico, il Mississippi, con il suo bagaglio di suggestioni che accendono l’immaginario comune di musica blues e jazz, di infinite piantagioni di cotone, di candide case coloniche, ma anche di scontri tra sudisti e nordisti e diritti civili calpestati. E proprio a Vicksburg, graziosa cittadina fluviale, ha avuto luogo una delle battaglie più significative della Guerra di Secessione Americana: qui nel 1863 gli Stati Uniti del Nord riuscirono a sconfiggere i Confederati del Sud, dopo un assedio di 47 giorni, e a garantirsi il controllo del Mississippi, di grande importanza strategica. Dal Vicksburg National Military Park con i suoi 1.400 memoriali Uss Cairo Gunboat and Museum – con la prima corazzata americana, in grado di combattere anche lungo i fiumi – ai due cimiteri militari – in quello sudista è imperdibile la tomba di Douglas, il cammello dell’esercito – sembra davvero di passeggiare tra le pagine di un libro di storia, dal quale si può tuttavia uscire per scoprire le altre curiosità della cittadina, dai bellissimi murales sul lungofiume alla McRaven Home, che la leggenda vuole sia tra le case più infestate di fantasmi di tutto il Mississippi.

Di Simona PK Daviddi

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