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e-borghi travel 35, Maggio 2022: Borghi del Gusto: borghi in barca, relax, natura e buona cucina

Hanno un fascino particolare certi borghi raggiunti via acqua: prima colori e silhouette, poi dettagli e movimenti, poi odori e sapori. Una vacanza in barca è un’esperienza speciale per scoprire volti originali di moltissime località italiane. Regalarsi un soggiorno “navigando” alla scoperta di borghi - e non solo - è sempre più semplice: si possono noleggiare delle imbarcazioni con skipper annesso se non si è in grado di condurle o unirsi a viaggi di gruppo anche per brevi periodi. E poi ci sono i “taxi boat”, perfetti per vivere borghi e mare. L’Italia si presta alla perfezione a un viaggio di questa tipologia tanto che alcune delle sue destinazioni sono tra le più amate dai “naviganti” o aspiranti tali. Alcuni itinerari in barca, poi, rivelano tutto il loro potenziale quando al fascino del paesaggio si aggiunge un tocco gourmet. Come in questo viaggio.

“Fuori menù” per un weekend

Che si sia ormeggiati al porto fluviale o cullati tra le onde, una delle esperienze più belle da fare in barca è il momento del pasto: cene, aperitivi, spuntini diventano un mix di perfetta organizzazione e scoperte prelibate se indirizzati nei posti giusti. Direzione Pellestrina, isola vicina a Venezia ma molto meno famosa, dove si dice vivano oggi i “veri” veneziani. Casette colorate, tanta tranquillità e qualche bacaro per intenditori, dove gustare i famosi “cicchetti” veneziani a prezzi ragionevoli. Chi “veleggia” tra queste parti al momento giusto, in primavera, può imbattersi in una specialità locale che si può gustare solo in queste zone, e solo in precisi periodi dell’anno: le moeche, piccoli granchi da gustare fritti, con un buon prosecco. E per restare in tema di pesci “fuori dal comune” ci spostiamo nell’acqua dolce, direzione Isola dei Pescatori sul Lago Maggiore. Un’incantevole isola dove attraccare e gustare ottimo pesce di lago. Qui pescatori e ristoratori locali stanno rilanciando la filiera del pesce locale inserendolo in molti menu.

Vere specialità locali

Navigando più a sud ci si imbatte in un vero e proprio paradiso per gli amanti del mare e delle giornate in barca: il borgo e l’Isola di Capraia. Tra le meno turistiche dell’arcipelago toscano, anche se gli ultimi anni la vedono guadagnare terreno rispetto alle “sorelle” più popolari come Giglio ed Elba. Gran parte dell’isola e delle sue acque sono area marina protetta, mentre il paese, diviso in porto e borgo, in cima all’isola, è un dedalo di strade percorribili in estate solo a piedi e magnifici terreni per il trekking. Ma è il mare il suo grande tesoro, dove ogni tanto capita di passaggio anche qualche branco di delfini. In ottobre, da non perdere è la “Sagra del totano” di Capraia, un tipo di totano locale prelibato, più piccolo e dolce. Come lo è il tonno rosso di Carloforte, sull’Isola di San Pietro in Sardegna. In questa “terra di mezzo” ci si sente lontani anni luce da tutto: qui si parla il tabarchino, dialetto di origine ligure, e si pesca il tonno rispettando stagioni e tempi. A inizio estate, il festival “Girotonno” rievoca gli antichi riti della pesca e delle tonnare.

Mari del sud

Le Isole Tremiti al largo delle coste pugliesi sono una delle più belle destinazioni da raggiungere in barca. Sull’arcipelago non sono ammesse automobili, tranne quelle dei residenti. Anche le spiagge raggiungibili via terra sono poche, mentre calette accoglienti si svelano a chi le raggiunge via mare. Da non perdere una visita nel borgo fortificato di San Nicola e una cena a base di pesce freschissimo a San Domino. Infine, tappa in Calabria, a Chianalea, a pieno titolo fra “I Borghi più belli d’Italia” e per il quale la barca non è solo mezzo di trasporto, ma da secoli fonte di sostentamento. Avvicinandosi dall’acqua le case colorate sembrano nascere dagli scogli. Antico borgo di pescatori, nel comune di Scilla è famosa per la caccia tradizionale al pesce spada a cui è dedicato anche un festival in agosto dove rivivono tradizioni ancestrali di generazioni. Poi di nuovo in barca, cullati dalle onde.

Di Alessandra Favaro

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