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e-borghi travel 35, Maggio 2022: La sardara, la tipica imbarcazione siciliana

La sardara: sulle onde di Mondello - È il “salotto a mare” di Palermo, l’elegante Mondello, splendida città-giardino considerata una delle capitali dell’Art Nouveau dell’intero Mediterraneo, grazie alla sua incredibile collezione di ville Liberty. Passeggiando lungo i viali che corrono paralleli o perpendicolari al mare e alla soffice spiaggia di sabbia rosata, si incontreranno infatti veri e propri capolavori architettonici, a iniziare dall’Antico Stabilimento Balneare – costruito su una piattaforma sull’acqua e abbellito da vetrate policrome, volute, sculture e fregi –, per continuare con i villini firmati dal grande Ernesto Basile – come il villino Gregorietti, progettato negli Anni 20 del secolo scorso per il pittore Salvatore Gregorietti e scenograficamente affacciato sul mare, o come il villino Lentini con i suoi sontuosi decori floreali – e dai suoi “allievi” – bellissimi il villino Pepe Lo Jacono e il villino Fernanda, con decori in ferro battuto e ceramica colorata, entrambi progettati da Salvatore Caronia Roberti –.

Anima marinara

L’atmosfera Belle Époque che si respira passeggiando tra i viali di Mondello crea un contrasto irresistibile e affascinante con l’altra anima di Mondello, quella di borgo marinaro, che riporta alle origini dell’agglomerato, quando era un pittoresco villaggio di pescatori affacciato su un mare dalle trasparenze turchesi. E a ricordare ancora la vocazione peschereccia, rimangono le numerose barche a remi dai colori vivaci ormeggiate nel porticciolo. Tra queste sarà possibile riconoscere anche le sardare, storiche imbarcazioni usate per la pesca – spesso a strascico – di sardine, alici, acciughe e pesce azzurro in generale e caratterizzate dalla grande vela latina e da decorazioni dal chiaro valore simbolico. Sulle fiancate, infatti, campeggiano disegni apotropaici o richiami scaramantici a ex-voto, mentre la forma della parte terminale della poppa ricorda quella di una scimitarra araba, che ogni mastro d’ascia personalizzava poi secondo il proprio stile, quasi a voler firmare e rendere riconoscibile la propria creazione.

Barche da museo

Per gli amanti delle nautica, è imperdibile una visita al “Museo del Mare e della Navigazione Siciliana Florio” di Palermo, con la sua ricchissima collezione di modelli fedelissimi, spesso ricostruiti partendo dai preziosi reperti che il mare siciliano di tanto in tanto restituisce. Barche da pesca – incluse le sardare, ça va sans dire –, navi da battaglia, velieri, natanti mercantili, ma anche ricostruzioni di imbarcazioni di epoca romana e medievale, si alternano a una serie di strumenti di navigazione – dalle bussole ai compassi da carteggio, dai sestanti ai tasti telegrafici –, a quadri, stampe e libri. Ovviamente, un tale museo non poteva non essere intitolato alla famiglia Florio: di origini calabresi, i Florio iniziarono la loro attività commerciale aprendo una drogheria a Palermo sul finire del Settecento, ma la lungimiranza di alcuni membri della famiglia li portò in breve tempo alla creazione di una flotta per il trasporto di merci e passeggeri, diventando non solo i protagonisti assoluti della vita economica siciliana, ma anche i fautori della più grande società di navigazione italiana.

Non solo mare

Tornando a Mondello, se la bellezza della sua spiaggia non ha certo bisogno di presentazioni – una curiosità: è la sabbia particolare di questo tratto di litorale, formata di piccolissimi gusci e frammenti calcarei di organismi marini, a conferire non solo la colorazione rosata all’arenile ma anche le cromie tropicali al mare – anche la rigogliosa natura che letteralmente la incastona merita un cenno. La celebre località è infatti racchiusa tra due riserve naturali ed è divisa da Palermo dall’esteso Parco della Favorita. Lasciando l’abitato e dirigendosi verso nord lungo la costa, si incontra ben presto la preziosa Riserva Naturale Orientata di Capo Gallo, dove passeggiare tra la macchia mediterranea o esplorare, possibilmente in barca, le numerose calette, scogliere e grotte che si affacciano sul mare turchese – imperdibile la Grotta dell’Olio, la cui bellezza è paragonata alla famosa Grotta Azzurra di Capri –. Andando invece verso sud, è la Riserva Naturale Orientata del Monte Pellegrino ad affascinare con il suo mix unico di flora, che vede alternarsi fichi d’India, palme, cespugli di capperi e carrubi – e nel sottobosco fioriscono anche alcuni tipi di rare orchidee – tra i quali è possibile avvistare oltre quaranta specie di uccelli, nonché volpi, cinghiali e conigli selvatici.

Di Simona PK Daviddi

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