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e-borghi travel 35, Maggio 2022: Friuli-Venezia Giulia: Borghi e acque

In Friuli-Venezia Giulia c’è tutto. Montagne, mare, colline, pianure, acque e rocce. Estrema propaggine orientale d’Italia, la più piccola regione delle Tre Venezie pare appoggiarsi al cuore dell’Europa orientale, cogliendone la migliore essenza, carpendone la ricca cultura. In Friuli-Venezia Giulia l’Italia incontra l’Europa dell’est, creando un’alchimia unica di storia, arte e cultura. Ricchezza che si respira nelle sue città e nei suoi borghi, sparsi in un territorio che dai monti al mare continua a mutare e a sorprendere, incuriosire e incantare. Il Friuli-Venezia Giulia è un susseguirsi di bellezze, un’alternanza di novità, un mosaico dove la mano dell’uomo ha saputo modellare il territorio senza snaturarne la bellezza, dove i centri abitati si intrecciano armoniosamente con i tesori naturali, dove le acque abbracciano la terra. In Friuli-Venezia Giulia l’emozione è sempre dietro l’angolo.

Acque cristalline

Sono nascoste nel profondo nord del Friuli-Venezia Giulia le acque cristalline del Lago di Sauris. Frutto della mano dell’uomo, è formato da una diga inaugurata nel 1948, costruita per fini idroelettrici. Con la sua costruzione si formò un bacino con una portata di oltre settanta milioni di metri cubi d’acqua. Splendido lo scenario naturale davanti al quale si trovano i turisti e i visitatori quando giungono in questo angolo della regione, dove le verdi acque del lago circondate dal verde dei monti creano un paesaggio di grande suggestione. A due passi dal rinomato borgo di Sauris, che si distingue dalla presenza di una architettura rurale unica nel suo genere, trionfo di legno e pietra, il lago è un autentico paradiso per gli amanti del windsurf e della canoa, mentre i monti che incorniciano le acque regalano l’incanto della natura a chi abbia voglia di passeggiare. Imperdibile lo scenario che si gode in volo dalla Zip line, un’esperienza travolgente sospesi sul lago. Dopo aver goduto di questi scenari non c’è niente di meglio di una vista al prosciuttificio e al birrificio per assaggiare i prodotti genuini di questo piccolo angolo della regione.

Vela e windsurf

Detto anche dei tre comuni, Cavazzo Carnico, Bordano e Trasaghis, il Lago di Cavazzo è il più grande specchio d’acqua naturale della regione. Ricco di fauna ittica, il bacino, oltre a essere alimentato artificialmente, lo è anche naturalmente attraverso sorgenti naturali sotterranee, autentici crateri larghi fino a due metri. La zona meridionale del lago è area di riproduzione di numerose specie di pesci tra cui lucci, tinche, cavedani, spinarelli e agoni. Nel canneto, situato nella zona sud del bacino, nidificano il tarabuso, il tarabusino e il germano reale. Tra le specie di avifauna stanziale vi sono poi, tra gli altri, la folaga, il martin pescatore e la gallinella d’acqua. Ideale per gli amanti della pesca, il Lago di Cavazzo è meta di appassionati di canottaggio, windsurf e vela, ma anche ideale per chi si vuole concedere una nuotata, un giro in barca o sul pedalò. Per chi invece l’acqua preferisce guardarla dalle zone circostanti, vi sono sentieri naturalistici e percorsi ciclabili che consentono di esplorare le aree che fanno da cornice alle acque.

Acque e canyon

Sorge nel cuore della Valcellina, nelle terre di Pordenone, il bacino artificiale di Barcis. Situato a 402 metri di altitudine, è noto per il colore delle sue acque che va dal verde al celeste ma anche per la sua importanza per quelli che sono i tipici sport d’acqua, dalla pesca sportiva alla motonautica, dalla vela al windsurf, dall’hovercraft al kayak e alla canoa. Da non perdere una visita al borgo omonimo appoggiato sulle acque, ricco di emergenze architettoniche tra cui la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, risalente al XVI secolo, palazzo Centi, del XVII secolo, edificio di maggior pregio del centro, che unisce elementi dello stile rustico della Valcellina con quelli tipici dell’architettura veneziana. A due passi dal Lago di Barcis da non perdere è la Riserva della Forra del Cellina, di grande importanza per quelli che sono i suoi aspetti geomorfologici: la riserva è infatti caratterizzata da un grande canyon, tra i più spettacolari d’Italia.

All’ombra del Mangart

Tra gli angoli più affascinanti del Friuli-Venezia Giulia, la conca dei Laghi di Fusine regala suggestioni uniche. Facili sentieri collegano i laghi di origine glaciale che popolano questo autentico paradiso contraddistinto da un fitto bosco di abeti rossi, dominato dalla catena montuosa del Gruppo del Monte Mangart. Uno scenario mozzafiato dove alla ricca flora, che a seconda delle stagioni cambia gli scenari regalando sempre nuove emozioni, si unisce la fauna che popola i suoi ambienti. I Laghi di Fusine sono meta di camminatori ed escursionisti che qui riscoprono il valore autentico di un paesaggio da cartolina, e dove si possono intraprendere differenti percorsi escursionistici, tra cui il classico giro dei due laghi e il percorso alla volta del rifugio Zacchi. Percorsi semplici ma anche itinerari più impegnativi attraversano questo angolo di Friuli-Venezia Giulia dove la natura dà il meglio di se.

Perla di Carnia

Tra le perle della Carnia, il borgo di Forni di Sopra è situato nella zona orientale di uno dei parchi più vasti e ricchi di fauna dell’arco alpino, il Parco Naturale delle Dolomiti Friulane. Da non perdere il suo centro storico, con le tipiche abitazioni caratterizzate dalla parte inferiore in pietra e la superiore in legno. Una fontana in pietra e particolari edifici storici impreziosiscono la piazza del Comune. Da vedere anche la frazione Cella, dove sono situate la parrocchiale di Santa Maria Assunta e la quattrocentesca chiesa di San Floriano, monumento nazionale, il borgo rurale di Andrazza, caratterizzato da abitazioni in pietra e legno con fienili e stalle e con i vicini resti del castello di Sacuidic. Anche località Clevas merita una visita per il castrum Cuol di Ciastiel, dove sono rinvenuti reperti risalenti al IV-V secolo d.C. Alle tante attività invernali sulla neve, tra cui sci di fondo e snowboard, Forni di Sopra propone una vasta scelta di attività da fare all’aria aperta d’estate, tra cui alpinismo, escursionismo, mountain bike, e-mountain bike e nordic walking.

Cascate e forre

Alte vette, fitti boschi, prati, cascate e forre, rocce calcaree ricche di fossili e una ricca diversità biologica vegetale e faunistica. Il territorio di Paularo, borgo entrato da poco a far parte del circuito dei “Villaggi degli Alpinisti” e situato al centro della Val d’Incarojo, si contraddistingue per la presenza di una natura ricca e ancora incontaminata. La cascata del Salino, con un salto d’acqua di oltre trenta metri e la forra di Las Callas, sono sicuramente le perle naturali di questo angolo del Friuli Venezia Giulia. Anche il borgo merita una visita; tra i suoi gioielli vi sono palazzo Calice Screm, autentico prototipo della casa carnica e il settecentesco Palazzo Linussio Fabiani, dimora della famiglia di Jacopo Linussio, creatore di una delle principali manifatture tessili settecentesche d’Europa. È d’obbligo visitare qualche bottega del borgo dove vedere e acquistare i tradizionali oggetti artigianali della Carnia, tra cui gerle, ceste, taglieri di legno, piatti e mobili rustici. Ideale una visita a Paularo l’ultima domenica d’agosto, per la manifestazione “Mistîrs”, un vero e proprio viaggio nella cultura del borgo tra vecchi mestieri e antiche tradizioni durante la quale è possibile conoscere e assaggiare il meglio della gastronomia tipica locale.

Orologi storici

Frazione di Prato Carnico, nelle terre di Udine, Pesariis è un piccolo borgo della Val Pesarina, valle di collegamento tra il Cadore e la Carnia. Pesariis è anche conosciuto come il paese degli orologi; già nei primi anni del XVIII secolo pare che qui vi fosse una grande produzione di orologi. Dal 1725 in questa deliziosa località della Val Pesarina si producono infatti orologi destinati alle torri civiche e campanarie. Imperdibile per chi giunga a Pesariis è il Museo dell’Orologeria pesarina, dove sono esposti una serie di orologi che testimoniano la lunga tradizione, inizialmente artigiana e poi divenuta industriale, che per secoli ha rappresentato l’attività economica principale della valle. L’esposizione propone orologi a pendolo del Settecento, orologi da campanile, ed esemplari della produzione orologiaia più recente. Anche il borgo, all’aperto, propone un vero museo sotto il cielo, con 12 orologi monumentali.

Di Luca Sartori

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