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e-borghi travel 36, Giugno 2022: Borghi del gusto: scenografia e gastronomia

Paesaggi: scenografia e gastronomia - Esistono paesaggi iconici che restano nel cuore e nell’immaginario collettivo di un luogo. Non “solo” cartoline, ma atmosfere, che coinvolgono sensazioni, esperienze, sapori. Alcuni di questi, sono talmente iconici e rappresentativi della realtà locali da essere diventati Patrimonio Immateriale Unesco. Tra città a borghi, molti paesaggi hanno ricevuto questo riconoscimento, come le Dolomiti, la Val d’Orcia, il monte Etna, le Isole Eolie e le colline del Prosecco a Conegliano e Valdobbiadene. Ecco quindi un piccolo viaggio attraverso alcuni dei più scenografici paesaggi italiani, dentro i loro panorami, fino a raggiungere borghi e specialità gastronomiche che li hanno resi altrettanto popolari. Un viaggio lento da fare con scarpe comode, macchina fotografica e smartphone carico, perché le bellezze da immortalare durante il cammino sono veramente numerose.

Dolomiti, le montagne regine

Il riconoscimento Unesco premia lo straordinario valore paesaggistico e naturalistico delle Dolomiti, il loro fascino e la loro bellezza. Il “paesaggio dolomitico”, infatti, che rappresenta il modello di uno specifico paesaggio montano, è caratterizzato da una vasta gamma di colori dovuta ai contrasti tra le morbide fasce verdi dei boschi e delle praterie e le cime rocciose. Tra queste vette (alcune delle quali superano anche i 3mila metri di altezza) si può ammirare il magico fenomeno dell’Enrosadira al tramonto, quando le montagne si tingono di uno scenografico colore rosso che passa dall’arancione al viola, durante l’alba o il crepuscolo. In pieno sole poi, le Dolomiti divengono “pallide”, tanto che nella tradizione popolare vengono chiamate anche i Monti Pallidi. Tra i loro sentieri, innumerevoli leggende sono custodite in piccoli borghi montanari dove è possibile assaggiare vere e proprie specialità. A San Vigilio di Marebbe (in provincia di Bolzano), magico borgo incastonato tra le montagne, si può percorrere il “Sentiero delle Leggende dei Fanes” e scoprire la cultura e cucina ladina: ricette tradizionali come le Tutres (frittelle di spinaci), Cajincí (bomboloni di patate) e la panicia, la zuppa d’orzo.

Le colline della Val d’Orcia

Chi dice Toscana pensa a loro, alle colline dolci e sinuose della Val d’Orcia. Siamo nelle terre di Siena, tra borghi incantevoli come Castiglione d’Orcia, Montalcino, Pienza, Radicofani e San Quirico d’Orcia, immersi in un paesaggio agricolo e rurale attraversato dal cammino della Via Francigena costellato di abbazie, locande, santuari. Un eccezionale esempio vivente del ridisegno del paesaggio nel Rinascimento, paesaggio celebrato poi dai pittori della Scuola Senese con le sue rappresentazioni dove persone e ambienti urbani vivono in armonia con la natura. In questo scenario incredibile, tra uliveti, vigneti, casolari, borghi antichi e le Crete Senesi, si può assaggiare in ogni senso lo spirito autentico della Toscana. A tavola, Pici senesi tirati a mano e il Pecorino di Pienza, di cui era goloso anche Lorenzo il Magnifico. Gli amanti della carne trovano qui le bistecche della nota razza Chianina e la Cinta Senese, golosità locale ancora poco conosciuta. Nel borgo di San Quirico da provare un piatto di chiocciole della Val d’Orcia e nel bicchiere, Brunello di Montalcino o Nobile di Montepulciano, i rossi di queste terre.

Le gravine di Puglia

Se la costa pugliese è tra le più note e amate del Belpaese, è spostandosi nell’entroterra che si può ammirare uno dei paesaggi meno noti, ma decisamente più spettacolari e surreali di Puglia: le gravine. Siamo nell’altopiano delle Murge, la “patria” delle bombette e della cucina rurale di terra. Alcune gravine raggiungono profondità che superano anche il centinaio di metri, presentandosi, a volte, come dei veri e propri canyon. L’effetto è surreale, lunare a volte. Un paesaggio costellato da borghi candidi come la neve arroccati su speroni o su lande selvagge. Come Grottaglie, dove è presente una delle gravine più famose oltre a cripte e cascate spettacolari, come la Gravina di Riggio, con tanto di piccolo laghetto e caverne rupestri. Insediamenti rupestri e gravine circondano anche il centro storico del borgo di Ginosa, mentre a Massafra la gravina di San Marco è soprannominata la Tebaide italiana, per la presenza di numerose grotte. La terra delle Gravine è un paradiso anche per i buongustai, che non potranno non provare qui il famoso pane di Laterza, focacce e orecchiette, magari con grano arso o Senatore Cappelli. E poi olio d’oliva, formaggi stagionati, carne. Nel bicchiere, vino Primitivo che nasce da queste terre.

Di Alessandra Favaro

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