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e-borghi travel 40, Novembre 2022: I tappeti di Aggius

Aggius, il borgo e il tappeto: opere d’arte - Aggius è un piccolo borgo dell’alta Gallura, adagiato ai piedi di una cresta granitica dalle forme bizzarre, a cui il mutare delle stagioni e delle ore conferisce colorazioni uniche. Il borgo è un’oasi di pace e tranquillità, noto da sempre per la lavorazione del tappeto sardo, che qui, a differenza di altri centri dell’isola, si caratterizza per i toni accesi e per le decorazioni geometriche cosiddette “a dati”, ossia costituite da una serie di strisce orizzontali separate da una fascia di un'altra nuance detta “pomu”. Una tradizione povera, ma ricca di tecnica e creatività, che le donne del borgo tramandano da secoli e ormai parte integrante del paesaggio al pari del sughero, del granito e dei nuraghi. Un’arte che ha avuto origine tra le mura domestiche e poi diventata nell’Ottocento un vero e proprio settore produttivo e un importante fonte di guadagno. Sebbene non sia più fiorente come un tempo, oggi quest’attività ha conquistato la dimensione più raffinata dell’artigianato artistico. Un prodotto da ammirare e tutelare, realizzato in tutte le sue fasi ancora a mano.

Molto più di un complemento d’arredo

Le origini dell’arte tessile gallurese si perdono nella notte dei tempi. Ripercorrerne la storia, significa tornare all’epoca dei Romani, quando questa attività già rivestiva un ruolo essenziale nei traffici lungo il Mediterraneo e quando l’abilità delle tessitrici dell’isola era nota in tutte le province dell’Impero. In alcuni documenti del IV secolo d.C., la parola “tappeto” veniva già accostata all’aggettivo “sardo”, attestazione di una delle prime denominazioni di origine protetta della storia. Un tempo ad Aggius ogni donna aveva in casa un telaio di legno con cui realizzava tappeti, cuscini, arazzi e bisacce per il proprio corredo nuziale. Nei secoli questa tradizione non si è mai persa e ancora oggi la produzione locale porta in scena coloratissimi tappeti di lana a bande multicolori che sono molto più di un complemento d’arredo, sono un pezzo di storia e di tradizioni. Un esempio di come un oggetto quotidiano realizzato con materiali umili possa diventare un’opera d’arte.

La materia prima e gli strumenti di lavoro

È la pecora sarda a fornire la materia prima per la realizzazione del famoso tappeto di Aggius. È infatti la grande quantità di lana da sempre disponibile sull’isola ad avere permesso una produzione copiosa di tappeti fin dall’età romana. Dopo la tosatura, la lana viene lavata con sapone ricco di soda, liberata dalle impurità, asciugata al sole e poi battuta e cardata interamente a mano con il fuso. Uno strumento che le tessitrici di Aggius, che non amano le fibre plastiche, ancora ricavano da un cardo selvatico cercato e scelto con pazienza nei campi. Poi ci sono le colorazioni peculiari di questa zona, ottenute da tinte di origine vegetale: il marrone, il rosso, il giallo, il verde ricavati da bacche, radici, scorze e cortecce che spesso sono le donne a raccogliere e a preparare da sole. Il nero è ottenuto ad esempio dall’erba “corsa”, in sardo “su trubiscu”; il rosso dalla robbia; il giallo dal lentisco o dallo zafferano. Un sapere che nemmeno l’avvento della tecnologia e delle tinture chimiche è riuscito a soppiantare.

Il museo etnografico Oliva Carta Cannas

Per conoscere la storia e i segreti dell’arte tessile di Aggius il consiglio è di visitare la “Mostra Permanente del Tappeto Aggese”, all’interno del bellissimo Museo Etnografico Oliva Carta Cannas, ubicato in un’antica costruzione del centro storico. Si tratta dell’esposizione etnografica museale più grande della Sardegna: una struttura unica per ampiezza e varietà degli spazi, nata per raccontare gli antichi mestieri e le tradizioni popolari di Aggius e di tutta la Gallura, dal Seicento a oggi. Ampi spazi sono dedicati alle botteghe del calzolaio, del fabbro, del falegname, alla lavorazione del sughero e del granito e molto ricca è anche l’esposizione degli abiti tradizionali aggesi, sia maschili che femminili. Il nucleo fondamentale del museo è però la sala dedicata alla cardatura della lana e alla tessitura. Nella grande stanza del telaio sono le donne del borgo a dare una dimostrazione pratica delle varie tecniche di lavorazione dei tappeti aggesi e a raccontare con orgoglio i segreti di quest’arte.

Di Amina D’Addario

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