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e-borghi travel 45, Speciale Borghi del tempo: Alatri, dove gli astri raccontano il tempo

La chiamano “la città dei Ciclopi”, una definizione che profuma di mitologia. Il soprannome di Alatri, comune della provincia di Frosinone, trae ragione dalle sue mura megalitiche costituite da blocchi talmente enormi che solo un Ciclope, appunto, avrebbe avuto la forza di sollevare. Leggende a parte, anche la storia di questo luogo è controversa. Certo che fu uno dei principali centri del popolo italico degli Ernici nel IV secolo a.C., ancora oggi se ne dibatte il periodo di fondazione. Secondo l’archeologo francese Louis Charles François Petit-Radel, vissuto tra il XVIII e il XIX secolo, la nascita di Alatri risaliva addirittura a prima del 1539 a.C. Una datazione poi smentita dalla scienza archeologica che ne ha sostenuto l’origine ernica e il fiorire in epoca romana. A parere di altri studiosi, l’insediamento si formò nel VI secolo a.C., mentre per l’archeologo contemporaneo Filippo Coarelli, dovremmo fare riferimento al IV-III secolo a.C. Un mistero, insomma, avvolto nelle nebbie del tempo. Ed è proprio il tempo uno dei protagonisti di questo borgo.

Misurare il tempo osservando il cielo

Il trascorrere dei minuti e delle ore, il “panta rei” che l’uomo tenta di arrestare senza successo, è parte del Dna di Alatri. È qui, infatti, che si trova una meridiana murale realizzata nel 1867. Essa decora la facciata del palazzo Conti-Gentili ed è stata delineata dall’architetto Giuseppe Olivieri sulla base di puntuali calcoli astronomici compiuti dal padre gesuita Angelo Secchi, colui che solo tre anni più tardi definì il Meridiano di Roma. Quest’orologio solare, oltre a fungere da vero e proprio ornamento, dalle 10:00 alle 16:00 consente di determinare, sfruttando l’ombra dello gnomone stellato, sia il “tempo vero” (l’ora locale di Alatri) visibile sui segmenti rettilinei, sia il “tempo medio” (l’ora ufficiale dell’Osservatorio del Collegio Romano) leggibile sulle figure a forma di numero otto. Si tratta di una delle tappe iconiche della città, una calamita per lo sguardo del visitatore che, una volta giunto in piazza Santa Maria Maggiore, non potrà fare a meno di cedere alla curiosità.

Il borgo disegnato dalle stelle

Come già anticipato, l’indole ciclopica di Alatri rimanda all’eccezionale stato di conservazione dell’Acropoli della Civita, uno dei maggiori esempi di architettura antica in Italia, simbolo delle città megalitiche laziali. In questo borgo nel cuore della Ciociaria, le sorprese sembrano non finire mai. Oltre alla meridiana murale, frutto di un attento studio dei corpi celesti, anche per la mastodontica opera di fortificazione sono state rilevate delle connessioni di tipo astronomico. Pare infatti, che il perimetro della cinta muraria ripercorrerebbe quello tracciato dalla costellazione dei Gemelli al solstizio d’estate. Un’interpretazione suggestiva che ci piace considerare plausibile, sebbene sia più verosimile che il tutto sia stato eretto seguendo una logica scientifica, quindi adattando la costruzione alla naturale conformazione del colle. Inoltre, sulla pietra angolare posta alla base del lato sud-orientale, si scorge un bassorilievo interpretato come un globo solare, probabile omaggio al Sole che sorge.

L’eco della mitologia e della storia

Una passeggiata ad Alatri non smette di stupire i viaggiatori. Numerosi sono infatti i punti d’interesse da non perdere durante il proprio giro alla scoperta del ricco patrimonio del borgo. Ne è un esempio la cattedrale di San Paolo che, posizionata sulla sommità dell’acropoli, nacque sul podio di un antico altare ernico e sui resti di un tempio dedicato al dio Saturno. Al suo interno, la chiesa accoglie il Miracolo dell’Ostia Incarnata, un prodigio avvenuto nel XIII secolo. Anche la collegiata di Santa Maria Maggiore del V secolo venne edificata sulle rovine di un tempio pagano. Oggi si presenta con un aspetto romanico-gotico e custodisce opere come il Trittico del Redentore di Antonio da Alatri. In ultimo, meritano di essere menzionati palazzo Gottifredo, che spicca per le sue insolite geometrie e difformità stilistiche e ospita il Museo Civico Archeologico. E in ultimo, palazzo Grappelli che con la sua possente torre fu un punto di riferimento per la vita politica della città durante l’età dei comuni.

di Gaia Guarino

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