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e-borghi travel 5, Paesaggi e borghi: Oltre Confine: Francia del sud, tra natura e umanità

Francia della cultura, della gastronomia e dei grandi vini: una certezza per chi viaggia in cerca di storia e di gusto conditi da quello charme tutto nazionale. Meno nota invece è la Francia dei paesaggi in cui la natura ha scolpito forme e scenari forti, ma anche quella, non meno bella, dei paesaggi forgiati dall'uomo. A caccia di borghi incastonati in questi panorami imprevedibili si può compiere, nel sud del paese, un percorso che parte dalle gole del fiume Verdon, in Alta Provenza, e arriva a Gruissan in Occitania. Il Verdon forma il canyon più impressionante d'Europa, esteso per 25 chilometri con pareti a strapiombo alte fino a 1500 metri, immerse in una natura rigogliosa. Il tratto più interessante si trova tra Pont du Galates e Castellane, borgo medievale raggiungibile attraversando il Pont du Roc, di origine romana, unico punto di passaggio per secoli. La sosta d'obbligo per pranzo qui è il Restaurant de l'hôtel du Grand Levant, locale storico di cucina provenzale con un bel dehor affacciato sulla piazza principale. Domina il paese un massiccio, alto 200 metri, sulla cui sommità sorge la Cappella di Notre Dame du Roc.

Valensole, l'altopiano della lavanda

Stretto tra il corso del Verdon e quello del Durance, l'assolato Plateau de Valensole è il regno della lavanda, che da maggio ad agosto inonda di colori e aromi tutto l'altopiano punteggiato di distillerie, ecomusei, botteghe di artigiani, ma anche da villages de caracteré. Uno di questi è Valensole, la cui fama è legata al miele di lavanda, che gli è valso l'ingresso di diritto nell'associazione delle 100 città del gusto. Per conoscere tutto sulla pianta aromatica il posto giusto è l'azienda Angelvin che organizza visite guidate della tenuta, dei grandi alambicchi in rame in piena attività e del piccolo museo agricolo. A pochi chilometri un'antica leggenda accompagna la visita al villaggio di Moustiers Sainte Marie. Si narra che il cavaliere di Blacas, per ringraziare la Vergine di essere tornato salvo dalle crociate, fece issare una stella appesa fra le due pareti di roccia che racchiudono l'abitato. E ancora oggi la stella veglia sul borgo, celebre inoltre per le maioliche, prodotte fin dal XVII secolo, sulle quali naturalmente trionfano i decori blu della lavanda.

Il giardino planetario di Domaine du Rayol

Il percorso punta verso il mare e precisamente a Rayol Canadel sur Mer, minuscolo borgo, indifferente alla mondanità della vicina Saint-Tropez: una manciata di case affacciate sull'acqua turchese, nascoste dalla fitta vegetazione. Per trovare il nostro panorama bisogna però proseguire e arrivare al Jardin des Méditerranées, progettato dal paesaggista Gilles Clémant in linea con il suo principio di giardino globale. È un orto botanico di sette ettari a picco sul mare, che rappresenta un'esaltazione della biodiversità e comprende un mosaico di ambienti caratteristici di tutte le aree del Mediterraneo, una sorta di "indice planetario" di regioni del mondo biologicamente simili ma remote. Su una terrazza, nel cuore del giardino, lo chef Frédéric Dhaussy, offre nel suo ristorante una selezione di piatti creativi: una sorta di viaggio tra le contaminazioni culturali delle diverse cucine mediterranee.

Una tavolozza chiamata Camargue

Una mescolanza di terra e specchi d'acqua in continuo movimento a seconda delle bizze del Rodano, fenicotteri rosa, cavalli, canneti e tamerici: è questo il paesaggio della Camargue. E per poterlo ammirare nella sua interezza basta salire a Les Baux de Provence, borgo arroccato su uno sperone roccioso scrigno di tesori architettonici, come lo Chateau de Baux, testimonianza unica nella storia medievale, la chiesa di Saint Vincent, con tratti architettonici romanici e rinascimentali, e poi gallerie a musei. Tra questi Les Carrières de Lumières è uno spazio espositivo ricavato da una cava di bauxite, che ogni anno dedica una mostra a un grande della pittura, ora è in scena il genio di Van Gogh: 7.000 metri quadri di parete rocciosa alta 14 metri fanno da sfondo a scenografiche istallazioni multimediali. Non è distante Saintes Maries de la Mer, una cittadina dove si concentrano storie, leggende e capolavori sacri e profani, meta dei pellegrinaggi di gitani in venerazione a Santa Sara. Immancabile alla sera perdersi nelle sue viuzze tra infiniti localini che propongono ottima cucina e musica gipsy.

L'oro bianco dell'Occitania

Aigues Mortes è una vera città-museo, esempio irripetibile per il suo stato di conservazione di borgo fortificato del XIII secolo nel quale spicca la Tour de Costance, ai tempi temutissima prigione per migliaia di ugonotti che, con i suoi 52 metri di altezza, caratterizza tuttora la silhouette della città. Da qui si abbraccia anche il panorama della più grande salina del Mediterraneo: 9.000 ettari di montagne di sale di un bianco abbagliante visitabili in trenino o in 4x4. Si punta di nuovo a sud in un percorso che si snoda tra acque dolci e salate per giungere a Gruissan, un borgo di forma circolare dove si arrotolano piccole stradine, dominato dalla medievale torre Barberousse. Da visitare i due porti turistici e la località di Gruissan Plage, con le belle spiagge di sabbia fine e il quartiere molto pittoresco, costituito da 1300 case su palafitte. Alcune sono proprietà di pescatori, vere e proprie terrazze sul mare dove gustare ostriche freschissime accompagnate dal vino bianco locale.

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