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e-borghi travel 6, Laghi e borghi: Lago di Lesina, silenzio e poesia

Non è la Puglia degli ulivi e delle città bianche, del mare cristallino e del barocco, quella del lago di Lesina, bacino lacustre salmastro situato tra il Tavoliere delle Puglie e il promontorio del Gargano.  E’ una Puglia a tinte meno accese ma intrise di poesia, dove la natura si mescola alle ampie zone di silenzio, dove il tempo pare scorrere più lento rispetto al vicinissimo litorale adriatico. Stretta lingua d’acqua di 22 chilometri di lunghezza e poco più di 2 di larghezza, il lago di Lesina è il secondo lago più grande dell’Italia del sud. Numerosi torrenti ne assicurano l’apporto d'acqua dolce, che si unisce al contributo ipogeo delle falde freatiche, così come quello meteorico. E’ il meno profondo tra i laghi italiani, con una profondità media minore al metro, ed è collegato al mare da due canali artificiali, l’Acquarotta e lo Schiapparo, che uniscono l’acqua salata dell’Adriatico a quella dolce creando quella salmastra, così importante per lo sviluppo della pesca del bacino.

La capitale della laguna

Piccola capitale dell’omonimo lago, Lesina affonda le sue radici in epoca romana, quando il territorio era noto con il nome di Alexina. Contea del ducato di Benevento fu poi rifondata da pescatori dalmati, accogliendo prima i profughi della vicina Lucera - in fuga dall’imperatore Costante II - e, dopo otto secoli, i fuggiaschi provenienti dall’arcipelago delle Tremiti. Situata sulla sponda meridionale del lago, sorgeva un tempo sulla lingua di terra tra mare e lago, ma terremoti, inondazioni e la malaria spinsero i suoi abitanti a spostarsi sulla penisola dove il borgo si è poi sviluppato. Oggi Lesina è un importante centro turistico del nord della Puglia che compendia la pace di una delle lagune più grandi del Mediterraneo a cui fa da cornice un ricco patrimonio naturalistico protetto nel quale si pesca la sua apprezzata anguilla, presidio Slow Food. A questo si aggiunge una vivace porzione di litorale dove sorge Marina di Lesina, rinomata meta balneare.

L’acquario e i musei

Lesina si racconta anche attraverso i suoi musei - l’etnografico e il naturalistico - e il suo acquario. Denominato “Casa del pescatore”, il Museo etnografico raccoglie diversi oggetti che raccontano la storia della presenza umana su questo territorio fin dal lontano passato. Allestito grazie all’aiuto dei cittadini di Lesina, che hanno donato al comune gli oggetti che oggi costituiscono la dotazione del museo, quest’ultimo è una vetrina della cultura lagunare, delle tradizioni e delle esperienze legate all’economia, al lavoro, alla vita e alla società locale, profondamente legata alla terra e all’acqua. La natura locale si celebra al Museo naturalistico, con diorama di flora e fauna lagunare e con l’orto botanico “La via delle erbe”, per un approfondimento relativo alle peculiarità che caratterizzano il territorio di Lesina, e all’acquario di acqua salmastra, popolato da diverse specie ittiche lagunari, collegato con la laguna di Lesina per vie sotterranee.

Anguille e salicornia

E’ l’anguilla, la regina della tavola di Lesina, straordinaria materia prima con la quale si preparano vari piatti della tradizione locale. La minestra d’anguilla è uno dei piatti tradizionali della laguna e viene preparata con il pomodoro, il sale, il peperoncino, l’aggiunta di verdure “scottate” e servita con fette di pane. Altra specialità locale è lo “scapece di anguilla di Lesina”, del quale risulta fosse particolarmente ghiotto l’imperatore Federico II di Svevia, preparato con anguille arrostite o fritte e poi conservate in olio di oliva. Altro prodotto tipico del lago di Lesina è la “salicornia”, anche nota come asparago di mare o asparagina, inserita nell’”Atlante dei prodotti tipici agroalimentari di Puglia” per la tipica ricetta della salicornia sott’olio. La colorata tavola di Lesina è un tripudio di profumi e sapori che vanno dall’ottimo olio extravergine di oliva alle verdure selvatiche, dal pesce ai crostacei e ai molluschi, completandosi con il pane e la pasta casareccia, le saporite bruschette, la caponata e il pancotto.

Fenicotteri rosa e mountain bike

Chi visita Lesina non può perdersi un giro in barca sul lago. E‘ dalle acque, infatti, che il bacino esprime il meglio delle sue atmosfere e da cui ammirare il borgo appoggiato sulla penisola. Giro in barca che consente anche di navigare intorno all’isolotto lacustre di San Clemente, dove sono stati ritrovati i resti di una villa romana risalente al periodo compreso tra il II e il I secolo a.C., e di ammirare la ricca flora e fauna della laguna, luogo di sosta per uccelli migratori come il fenicottero rosa, il cormorano e l’airone rosso. Altro luogo da non perdere è Bosco Isola, la lingua di terra tra i due canali che separano la laguna dal mare, paradiso per gli amanti del trekking ma anche per chi predilige il turismo in mountain bike, sfruttando la rete ciclabile. Lesina offre anche la possibilità di godersi la natura praticando il birdwatching, ma anche la possibilità di apprezzare soste enogastronomiche alla ricerca degli antichi sapori di quest’angolo di Puglia ai margini del Gargano.

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