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e-borghi travel 8, Gusto e borghi: Friuli-Venezia Giulia, mille sapori di confine

In Friuli-Venezia Giulia, estremo nord-est d’Italia, si fondono la cultura mitteleuropea, veneta e slava. Come nell’arte e nelle tradizioni, anche sapori e cucina friulani sono il risultato di una miscela di culture che in quest’angolo della Penisola s’incontrano, dando origine a una regione unica che manifesta la sua unicità anche nella ricchezza dei suoi prodotti e delle tante ricette figlie di una molteplicità di paesaggi, ambienti e climi. Dai prodotti tipici che hanno ottenuto il riconoscimento DOP, come il prosciutto di San Daniele, il formaggio Montasio, l’olio extravergine di oliva Tergeste, la Brovada e i salamini italiani alla cacciatora, ai vini tra cui il Friulano e la Ribolla Gialla, agli IGP come il prosciutto di Sauris, fino alle tante ricette della tradizione come il frico, il musetto, i cjarsons, la jota, la gubana, il presnitz, la putizza e la polenta di granoturco, il Friuli-Venezia Giulia è un meraviglioso viaggio in una moltitudine di prodotti e sapori, uno straordinario percorso di sorprese ed emozioni, anche per il palato. Per non perdersi nulla dei sapori del territorio si può andare sul sito dedicato ai sapori della regione www.turismofvg.it/Strada-del-Vino-e-dei-Sapori.

Cividale del Friuli, tra vini e gubana

Tra i centri più ricchi di storia e arte della regione, Cividale del Friuli, Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, è il cuore dei colli che si estendono a est di Udine. Alla ricchezza architettonica del borgo, che conserva un bel centro storico dalle case con le facciate dipinte in un groviglio di vicoli acciottolati e piazzette - dove sono da vedere, tra gli altri, il duomo del XIV secolo di Santa Maria Assunta, il quattrocentesco Palazzo Comunale e il Museo Archeologico Nazionale -, si uniscono migliaia di ettari di vigneti che hanno permesso alla zona di divenire una delle terre più rinomate per la produzione vitivinicola. Tra i tanti vini DOC e DOCG ottenuti da numerose varietà di vitigni di quest’angolo di Friuli, in provincia di Udine, vi sono il Picolit, il Tocai friulano, la Ribolla Gialla e il Sauvignon. Cividale non è però solo terra di vini ma anche di formaggi e dolci tra cui la gubana, tipico dolce delle valli del Natisone a base di pasta dolce lievitata con un ripieno di noci, uvetta, pinoli, zucchero e scorza grattugiata di limone.  

Fagagna, formaggio e Pestàt

Raccolta intorno a un colle che accoglie i ruderi del castello, Fagagna appartiene ai Borghi più Belli d’Italia. Noto per il saporito “formaggio di Fagagna”, tra i PAT friulani - nato nel 1865 presso la Latteria sociale di Fagagna, dalla crosta liscia di colore paglierino, tendente al marrone con la stagionatura -, il borgo propone l’interessante Museo della Vita contadina, fedele ricostruzione della tipica abitazione rurale e il contesto socio-produttivo della realtà contadina friulana, e la pieve di Santa Maria Assunta, dove tratti della pavimentazione in cocciopesto ne fanno risalire le origini al V secolo. Altra prelibatezza tipica del borgo di Fagagna è il “Pestàt di Fagagna”, la conserva condimento pensata per conservare nel lardo di suino i profumi e i sapori delle verdure e delle erbe provenienti dagli orti nel periodo autunnale. Il lardo dei maiali locali viene macinato e miscelato con un trito di verdure e spezie, poi insaccato in un budello naturale e stagionato in cantine umide e fresche.  

Grado, tra anguille e crostacei

E’ un intrico di canali, isole e isolotti. Un’alternanza di dune sabbiose e bacini salmastri. Quella di Grado è la zona umida più settentrionale del Mediterraneo, un ecosistema unico, straordinario. Aironi, alzavole, cormorani, morette grigie, cigni, folaghe e falchi di palude ne compongono il mosaico faunistico che conta anche volpi, faine, caprioli, lepri, scoiattoli e tassi. Pittoresco labirinto di calli e campielli, il suo centro storico è un susseguirsi di architetture tradizionali, tra muri di pietra, piccole scalinate esterne e caratteristici comignoli dove fermarsi per assaporare la sua cucina tipica. Nei suoi migliori ristoranti si servono numerose specialità tra cui il “bisato in speo”, espressione dialettale che sta per “anguilla allo spiedo”, tagliata a pezzi e cotta su uno spiedo di ramo di alloro. La tavola gradese propone ovviamente tantissimo altro pesce tra cui sgombri, aguglie, sardine, cefali, lanzardi e palamiti, oltre a molluschi e crostacei.  

Gradisca d’Isonzo, gulasch e gnocco di susine  

Tra i borghi più affascinanti della regione, Gradisca è racchiusa tra torri, bastioni e tratti di mura restaurate, quanto rimane della fortezza quattrocentesca costruita dai veneziani sulla riva destra dell’Isonzo. Terra di memorie della Prima Guerra Mondiale, è un borgo ricco di bei palazzi nobiliari, un paese giardino dal bel centro storico con apprezzabili edifici storici tra cui palazzo Torriani, sede del municipio, d’ispirazione palladiana, il Palazzo del Monte di Pietà, dall’elegante portale, e la Loggia dei mercanti, dalla graziosa loggia con tre archi bugnati. Si aggiungono poi il duomo dalla bella facciata barocca e la quattrocentesca chiesa dell’Addolorata. Numerose in questo territorio le cantine che offrono visite e degustazioni di vini bianchi e rossi. Tra i classici della cucina locale il gulasch, lo gnocco di susine, il baccalà, le trippe, i salumi e i formaggi.

Terre di pianura, tra brovada e asparagi bianchi

La pianura friulana è una costellazione di cittadine e borghi, tra mulini e santuari dell’archeologia industriale, ville storiche e castelli, dove esplorare la storia e la cultura di quest’angolo d’Italia a due passi dal cuore dell’Europa centrale. I ristoranti di pianura propongono a turisti e viaggiatori il classico frico, ma anche deliziosi piatti a base di carne suina e insaccati. Tra le delizie di pianura ci sono i prelibati asparagi bianchi di Tavagnacco, celebrati in numerosi eventi primaverili, poi il salame friulano, la salsiccia, la soppressa, la pancetta, il lardo, il musetto e la “marcundela”, preparata con un trito di fegato, milza, reni e polmoni. Imperdibile un assaggio della storica brovada, da assaporare con un buon arrosto o un buon piatto di polenta, e poi le specialità d’oca come il salame, il prosciuttino crudo e il cotto d’oca, lo speck e il petto affumicato, il tutto da annaffiare con i vini della zona DOC Friuli Grave.

Il Carso, pesce e formaggi

Le aride terre del Carso raccontano di vini e formaggi ma anche di molto altro. Dal salmone al famoso olio extravergine DOP Tergeste della Val Rosandra, tra un assaggio di jota, la tradizionale minestra di crauti e fagioli, il formaggio Jamar, stagionato per almeno quattro mesi in fondo a una grotta carsica, che in sloveno si chiama appunto jama, tra sottaceti, il saporito prosciutto crudo del Carso, i tanti formaggi da accompagnare con l’ottimo miele di Marasca, poi la porcina, il pane fatto in casa, una moltitudine di sapori da abbinare a uno dei vini locali, un Terrano o il più aromatico Vitovska. Autentica eccellenza locale è il formaggio Monte Re, che affonda le sue radici nel periodo austroungarico ed è prodotto in un unico caseificio. Poi carne e pesce della costa, tra cui le cozze, conosciute come i “pedoci”, le vongole, che qui si chiamano “caperozzoli”, e le alici, che qui si chiamano “sardoni”, preparate “in savor”, cioè fritte e marinate in aceto e cipolla.     

Le terre collinari, terre da vino

Tra pianura e monti c’è la zona dei colli, terra di vigne e poggi, vini e cantine. Area dove s’intersecano le zone DOC del Collio e del Friuli Isonzo, del Friuli Colli Orientali e del Friuli Grave, assieme alle loro DOCG Picolit, Rosazzo e Ramandolo. Un patrimonio vitivinicolo di alta qualità. Una sterminata distesa di vigneti collinari che producono vini di qualità come il Pinot Grigio e il Pinot Bianco, il Sauvignon e il Friulano, la Ribolla Gialla e il Cabernet Franc, il Collio, il Merlot e il Cabernet Sauvignon. Vini e ancora vini da godere con le meraviglie della gastronomia locale con una delle eccellenze regionali, il Prosciutto San Daniele del Friuli, i formaggi e la Rosa di Gorizia, un radicchio di colore rosso intenso. Qui s’incontrano la tradizione culinaria austriaca, friulana e slovena e nei ristoranti servono il goulash, i blecs, i glizlikrof, una sorta di ravioli farciti, gli gnocchi di pane, i kipfel, piccole mezzelune fritte, gli strudel, la putizza, i krapfen e le palacinke, omelette dolci e salate.   

La Carnia, tra Montasio DOP e Pitina IGP

Mare, pianure, colline ma anche monti. Il Friuli-Venezia Giulia è anche cime e vallate, parchi naturali e sentieri, laghi e canyon. La parte montana della regione, la Carnia, oltre a custodire una natura incontaminata, propone itinerari slow tra vette dolomitiche e paesaggi rurali, boschi e borghi incantati dove vive una ricca e variegata produzione casearia. Il celebre formaggio DOP Montasio, il Prosciutto di Sauris e la Pitina, entrambi insigniti della certificazione IGP, sono solo una parte dell’eccellenza enogastronomica dei monti dove continua a vivere una ricca tradizione folcloristica. Chi visita la Carnia deve assolutamente assaggiare gli speciali cjarsons, i ravioli semidolci ripieni di un impasto di erbe spontanee varie o di patate, con un misto di uvetta e, talvolta, anche cioccolata, conditi, dopo la cottura, con burro fuso e cannella. Carnia e monti vogliono anche dire fagioli borlotti, “formadi frant”, impasto di formaggi presidio Slow Food, l’aglio di Resia, il “Radic di Mont”, un tenero radicchio selvatico raccolto sugli alpeggi, il formaggio Asìno, poi il filon, la lombata magra disossata, e la “brusaula”, strisce di carne magra, conciata e essiccata.   

I luoghi del gusto

Per godersi l’universo di sapori del Friuli-Venezia Giulia ci moltissimi luoghi del gusto. Dai monti alle pianure, dalle colline al mare, trattorie, agriturismi, cantine, ristoranti, aziende agricole e botteghe del gusto regalano emozioni uniche. Dal ristorante al Monastero all’agriturismo Al Bosco Romagno di Cividale del Friuli, dal Casale Cjanor all’Azienda del Poggio di Fagagna, i prosciuttifici di San Daniele del Friuli, il Bagatto, il Dok Dall’Ava, il Prolongo e la Casa del Prosciutto Alberti 1906, il ristorante La Taverna di Colloredo di Monte Albano, la Cantina Castelvecchio di Sagrado, la Tenuta Borgo Conventi e la Tenuta Villanova di Farra d’Isonzo, poi la trattoria Al Piave di Mariano del Friuli, il Castello di Rubbia di Savogna, l’Antica trattoria Alla Fortuna e la taverna All’Androna di Grado, la pasticceria Mosaico e l’azienda agricola Bellaminut Cristian di Terzo di Aquileia, e molti altri da scoprire e da scegliere sul sito www.turismo.fvg.it.

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